“Griesafault” argentino: la rivolta giuridica del Regno Unito contro le corti americane

J. Stiglitz: "il mercato dei debiti sovrani potrebbe presto stancarsi degli Usa. E' la grande occasione della Cina"

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“Griesafault” argentino: la rivolta giuridica del Regno Unito contro le corti americane

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Il premio Nobel per l'economia J. Stiglitz - in un articolo con Martin Guzman - torna a trattare il tema del default argentino  o il cosiddetto “Griesafault”, dal nome del giudice americano che ha arbitrariamente deciso che l’Argentina dovesse ripagare completamente i cosiddetti fondi avvoltoio che avevano comprato il suo debito sovrano a prezzi bassissimi. La corte statunitense ha così influito su obbligazioni di altri paesi e influenzato i contratti stipulati in altri Paesi. 
 
Ma l’autorità delle corti statunitensi si estende davvero al di fuori dei confini americani? La questione, prosegue Stiglitz, è stata finalmente chiarita nel Regno Unito, dove si è deliberato che il pagamento degli interessi dell’Argentina sui bond emessi secondo la legge del Regno Unito è soggetto alla normativa britannica, non a quella statunitense.
Il fatto che le negoziazioni sul debito argentino siano state ostacolate da una corte americana – che è stata poi contraddetta da una corte britannica – ci ricorda che le soluzioni “di mercato” per risolvere la crisi del debito sovrano hanno elevate possibilità di creare caos.

Prima del Griesafault, spesso si è ritenuto erroneamente che le soluzioni ai problemi del pagamento del debito sovrano potevano essere raggiunte tramite delle negoziazioni decentralizzate, senza un quadro normativo efficiente. Dal momento che diversi debiti sono soggetti a diverse leggi a volte contraddittorie in differenti giurisdizioni, una formula base per aggiungere i voti dei creditori – che i sostenitori di un approccio orientato al mercato hanno promosso – non sarebbe sufficiente per risolvere i complicati problemi di negoziazione. Se si lasciano i mercati soli ad affrontare la questione, il potere assoluto di negoziazione, non considerazioni di efficienza o equità, determinerà le soluzioni. I ritardi nel portare a termine le ristrutturazioni del debito possono rendere le recessioni economiche più profonde e persistenti, come dimostra il caso della Grecia.
 
Con quote così alte e un sistema così inefficiente, prosegue il premio Nobel, i mercati obbligazionari hanno pochi motivi per restare negli Stati Uniti. L’America è sempre stata orgogliosa della sua “rule of law,” un elemento che ha reso Wall Street il maggiore mercato dei debiti sovrani. Tuttavia la sentenza di Griesa, basata su una peculiare – e secondo Stiglitz indifendibile – interpretazione di certi termini del contratto dell’Argentina, mostrava che gli interessi commerciali statunitensi possono avere un certo peso nelle decisioni delle corti. Il Griesafault è solo l’ultima di tante decisioni e modifiche legali che hanno portato alla luce ciò che si potrebbe chiamare un sintomo di “corruzione, in stile americano”, in cui l’attività di lobby e i contributi alle campagne elettorali compromettono l’intero sistema, anche quando nessun funzionario è corrotto. Gli Stati Uniti farebbero meglio a reagire prima che il mercato dei debiti sovrani emigri da New York.
 
La Cina dovrebbe tenersi pronta a finire il lavoro. I suoi risparmi ora superano di gran lunga quelli degli Stati Uniti, e Shanghai aspira a diventare un centro finanziario globale. Tale ambizione è diventata più raggiungibile considerando i danni alla credibilità del sistema statunitense dopo la crisi finanziaria del 2008. Tuttavia, se Shanghai dovesse diventare un leader nei mercati dei debiti sovrani, la Cina dovrebbe essereconsapevole dei difetti del quadro normativo degli altri Paesi, e progettare un’alternativa più efficiente ed equa.
 
Il messaggio finale della decisione della corte britannica è un messaggio su cui tutti i Paesi dovrebbero riflettere: ci ricorda che i giudici dell’America non sono i giudici del mondo. Quest’ultima affermazione potrebbe scontentare Wall Street, ma per molti Paesi nel mondo che fanno affidamento sul debito sovrano, si tratta di una buona notizia.

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