Guinea Bissau: Nhamadjo rinuncia alla carica e le Nazioni Unite minacciano sanzioni ai golpisti
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Rimane ancora indecifrabile la situazione politica nell'ex colonia portoghese della Guinea Bissau dopo il colpo di stato militare delle settimane scorse. Nonostante la promessa dell'esercito di costituire con alcune forze d'opposizione un governo di transizione in vista di elezioni politiche, lo scenario rimane sempre più complesso. Manuel Serifo Nhamadjo, scelto come nuovo presidente ad interim della Guinea Bissau dalla giunta militare che ha preso il potere nell'ex colonia portoghese con il colpo di stato del 12 aprile scorso, ha rinunciato alla carica. E' stato lo stesso interessato a definire "illegale" la propria successione a Raimundo Perreira, il capo dello Stato provvisorio arrestato dai golpisti insieme al primo ministro uscente, Carlos Gomez Junior, che al momento del putsch era in vantaggio nel primo turno delle elezioni presidenziali, subito annullate.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e' tornato a "condannare con fermezza" il colpo di stato con il quale il 12 aprile scorso un gruppo di ufficiali ribelli hanno preso il potere in Guinea Bissau, e ha minacciato l'adozione di "sanzioni mirate" contro la giunta militare dell'ex possedimento portoghese se non si fara' da parte, restituendo sollecitamente il potere ai civili. In una dichiarazione lo stesso Consiglio di Sicurezza reclama "l'immediato ripristino dell'ordine costituzionale cosi' come il reintegro del governo legittimo". Tre giorni fa i golpisti avevano raggiunto con le principali forze di opposizione un accordo per un periodo di transizione di due anni, terminato il quale si dovrebbe andare a elezioni presidenziali e legislative.


