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Haftar annuncia possibile candidatura alle elezioni in Libia. "Il governo di Tripoli è obsoleto"

 

In un discorso tv il generale ha dichiarato che La Libia "è a una svolta storica pericolosa" con "la scadenza dell'accordo politico" di Skhirat. "Tutti gli organi politici nati da questa intesa perdono oggi di fatto la loro legittimità, entità peraltro già contestate da quando sono entrate in carica".


La Libia "è a una svolta storica pericolosa" con "la scadenza dell'accordo politico" di Skhirat. "Tutti gli organi politici nati da questa intesa perdono oggi di fatto la loro legittimità, entità peraltro già contestate da quando sono entrate in carica". Il generale libico Khalifa Haftar ha di fatto anunnciato, in un discorso tv di domenica 17 dicembre, il fallimento delle negoziazioni guidate dalle Nazioni Unite per colmare le differenze tra le due amministrazioni rivali libiche. Lo riporta Reuters.


"Nonostante tutti i brillanti slogan durante i colloqui tra i rivali per il potere dal dialogo di Ghadames (Libia) e finendo in Tunisia via Ginevra, Skhirat (Marocco) e altri luoghi, tutto è rimasto solo inchiostro su carta", ha detto Haftar.


Circa 1.000 sostenitori di Haftar, sottolinea sempre Reuters, si sono radunati a Bengasi, chiedendo che il generale prenda il comando dopo il fallimento della mediazione Onu. A Tripoli, sede del governo riconosciuto dalle Nazioni Unite, una fazione armata ignota ha aperto il fuoco in aria per disperdere circa 150 sostenitori del generale Haftar in una piazza centrale.


 


L’Onu aveva lanciato un nuovo round di colloqui a Tunisi a settembre tra le fazioni rivali per preparare le elezioni presidenziali e parlamentari nel 2018. Le trattative si sono interrotte dopo un mese senza alcun accordo.


Secondo quanto riporta sempre Reuters, Aguila Saleh, presidente della Camera dei rappresentanti orientale che appoggia Haftar, ha detto che è tempo di iniziare a prepararsi per le elezioni parlamentari e presidenziali. Nel suo discorso alla Tv, Haftar ha anche detto che le sue forze, note come l'Esercito Nazionale Libico (LNA), possono essere sottoposte ad un'autorità purché sia stata eletta dal popolo libico. "Malgrado le minacce a cui facciamo fronte annunciamo chiaramente che ci sottomettiamo totalmente agli ordini del popolo libico libero che è l'unico a decidere", ha aggiunto. "Stiamo entrando in una fase pericolosa che lascia presagire un graduale deterioramento di tutte le questioni sociali senza eccezioni, che potrebbe influire sulle parti regionali e internazionali e aprire le porte a ogni scenario", ha precisato il generale. "Rifiutiamo categoricamente le minacce e ci impegniamo davanti al popolo a difendere le istituzioni. Allo stesso tempo diciamo 'No' al fatto che l'esercito nazionale si sottometta ad alcuna autorità tantomeno se non eletta dal popolo", ha proseguito lasciando sottindere che si potrebbe candidare alle elezioni del 2018.
 

Secondo quanto riporta Agenzia Nova che cita il portale “Libya Observer”, il ministro della Difesa del Consiglio presidenziale libico, Mihdi Al Barghathi, riferendosi al generale Khalifa Haftar ha dichiarato come “Alcune fazioni libiche stanno tentando di limitare l'intero esercito nazionale a una singola persona o una singola famiglia dell'area orientale del paese. Per unificare l'esercito libico è necessario un unico governo in Libia, oltre a porre fine allo stallo politico che il paese attraversa”.


E’ importante ricordare come pochissimi giorni fa, lo scorso 11 dicembre, il generale Haftar è stato ricevuto a Roma dal ministro degli Esteri Alfano e dal ministro della Difesa Pinotti. L'incontro è avvenuto in una fase particolarmente delicata perché proprio pochi giorni prima della scadenza di Skirat. Alfano aveva dichiarato di considerarla "data di ricorrenza, non di scadenza dell'Accordo di Skhirat”.

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