Hormuz, l'Iran respinge il piano di Macron: ecco perché lo stretto rischia di restare chiuso
Il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Qaribabadi, ha replicato duramente alle recenti dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron sulla possibile cooperazione degli alleati occidentali nello sminamento dello Stretto di Hormuz. Qaribabadi ha sottolineato che, "in base al Memorandum d'intesa di Islamabad, questo compito spetta esclusivamente all'Iran e a nessun altro Paese".
"Nessuno Stato è autorizzato a svolgere tali operazioni e, in linea di principio, non permetteremo a nessuno di farlo", ha affermato il viceministro, definendo la situazione attuale estremamente delicata e complessa. "Raccomandiamo vivamente alla Francia di non esacerbare le tensioni con le sue provocazioni", ha poi avvertito.
In precedenza, Macron aveva annunciato la disponibilità di Francia e Regno Unito a guidare una missione di difesa multinazionale per favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz, includendo lo sminamento delle acque e la protezione della navigazione commerciale, previo accordo tra le parti. Teheran ha tuttavia respinto fermamente l'ipotesi, ribandendo che la sicurezza e la bonifica del braccio di mare rientrano nell'esclusiva responsabilità iraniana.
Le dichiarazioni di Qaribabadi fanno leva sul punto 5 del Memorandum d'intesa siglato tra Iran e Stati Uniti il 18 luglio, secondo cui la Repubblica Islamica adotterà le misure necessarie per garantire il transito sicuro delle navi commerciali e per effettuare le operazioni di sminamento nella zona. Il documento prevede inoltre che Teheran si consulti con l'Oman per la futura gestione e i servizi marittimi nello stretto, in conformità con il diritto internazionale.
Lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale in cui transita circa un quinto delle forniture globali di petrolio e gas naturale liquefatto, sta subendo gravi interruzioni in seguito al conflitto esploso il 28 febbraio con l'offensiva lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran.


