I conservatori bloccano la nomina di Nina Pillard alla Corte di Appello federale
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I senatori repubblicani hanno bloccato la nomina di Nina Pillard alla U.S. Court of Appelas per il District of Columbia Circuit, una delle più importanti corti di appello degli Stati Uniti.
Non vi è nulla di particolarmente nuovo nelle battaglie fra repubblicani e democratici sulle nomine dei giudici, l’ostruzionismo di norma la fa da padrone. Ma la nomina voluta da Obama, quella di Nina Pillard, professore di diritto alla Georgetown University, laureata con lode alla Scuola di diritto di Harvard, è stata oggetto di durissimi attacchi da parte repubblicana: ancora oggi essere apertamente femminista, pro-choice, per la contraccezione e a favore dell’educazione sessuale rappresenta un problema.
Secondo quanto riportato in Mother Jones, rivista che si occupa di giornalismo investigativo, Tony Perkins, presidente del Family Research Council, avrebbe scritto che Pillard sostiene un femminismo militante e che “l’America non può permettersi di concedere una nomina a vita ad un’ideologa militante”.
Chi conosce Nina Pillard è consapevole che si tratta di mero ostruzionismo politico. Un giurista conservatore ha dichiarato: “Conosco Bene l’intelletto, l’integrità e il temperamento della Professoressa Pillard...so che lei riga dritto quando si tratta di diritto e interpretazione della legge”, ha scritto Viet D. Dinh, che è stato assistente procuratore generale sotto il Presidente G. W. Bush. “Sono fiducioso nel fatto che la Professoressa avrebbe un approccio giusto e meticoloso nel suo compito di applicare ai fatti il diritto”.


