I correntisti di Cipro preparano la battaglia legale contro il piano della troika
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Colpito da un infarto e con il padre a cui è stata diagnosticata la leucemia, Andrew Georgiou è uno dei 20 mila correntisti di Cipro che hanno visto i loro risparmi praticamente polverizzati dopo il piano di ristrutturazione imposto dalla troika alla Laiki Bank. Intervistato da Reuters, Georgiou spiega come abbia passato gli ultimi quattro mesi con direttori di banche ed avvocati nel tentativo di recuperare i fondi di suo padre e delle tre sorelle nell'ormai banca defunta. Il caso Georgiou è solo una delle numerose controversie legali aperte contro la Banca centrale ed il governo, che, se dovessero concludersi con un successo, stravolgerebbero il "bail-in" che ha salvato Cipro dalla bancarotta lo scorso marzo.
Al contrario degli altri paesi soggetti della legge della troika, Nicosia ha dovuto subire il prelievo sui risparmi delle due maggiori banche. Mentre diversi istituti di credito sono stati salvati a suon di soldi pubblici nel 2008-09, questa volta l'Ue ha escluso la Laiki e Bank of Cyprus da ogni aiuto: circa 4,3 miliardi in depositi appartenenti a 14 mila entità si sono polverizzati dal fallimento di Laiki. La famiglia Georgiou, ad esempio, possedeva un totale di 750,000 euro nella banca – alcuni fondi coperti con assicurazione ma quello che resta è nella totale confusione. A differenza di Laiki, Bank of Cyprus è stata salvata ma le autorità hanno imposto un prelievo del 47.5% sui depositi non assicurati, convertiti in azioni bancarie, per aiutare la ricapitalizzazione.
Gli avvocati che rappresentano i correntisti sono sicuri di possedere tutti gli strumenti per permettere che l'azione si concluderà con successo. Un legale intervistato da EurActive, Velaris, ha precisato come il procedimento non si fermerà a Cipro ma si estenderà alla Corte europea di giustizia ed in tutte le sedi possibili.


