"I greci non accettano ricatti". La troika come Mussolini per il presidente Papoulias
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Durante una parata militare lunedì in Tessalonica, che ricordava il rifiuto del 28 ottobre 1940 dell'allora primo ministro Ioannis Metaxas di arrendersi all'ultimatum di Mussolini, il presidente della Repubblica greco Karolos Papoulias ha dichiarato come Atene non accetterà ulteriore pressione dai creditori internazionali per ulteriore austerità.
Con un parallelo al regime fascista italiano, Papoulias ha dichiarato che i greci oggi sono tanto fermi quanto lo erano allora e non si arrenderanno a quello che ha definito un "ricatto straniero". “I greci hanno dato il loro sangue nel 1940 ed oggi hanno dato tutto quello che potevano per superare la crisi. Questo deve essere apprezzato dall'Europa. Il popolo greco non può fare ulteriori sacrifici e non si è mai arreso ad i ricatti".
Rispetto al budget del 2014, la troika chiede due miliardi di tagli ulteriori rispetto ad i 4 già previsti nella finanziaria del governo, per un gap finanziario emerso in seguito ad un crollo del Pil superiore alle attese. Samaras e Stournaras hanno posto il paletto di ulteriori tagli orizzontali su salari e pensioni, ma si sta lavorando su 500 milioni di "risparmi" sulla sicurezza sociale.


