"I paesi del sud Europa sempre più vicini al limite della sostenibilità dei loro debiti". A. Evans Pritchard

La deflazione in Svezia emblematica per la zona euro

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"I paesi del sud Europa sempre più vicini al limite della sostenibilità dei loro debiti". A. Evans Pritchard

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La Svezia è divenuto il primo paese nel nord Europa a registrare un tasso di deflazione, giustificando tutti i timori che diversi esperti di deflazione avevano paventato da tempo contro le politiche scelte dalla sua Banca centrale, la Riksbank.

Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph scrive come i prezzi al consumo in Svezia sono diminuiti dello 0,4% a marzo rispetto a un anno prima, prendendo totalmente allo sprovvisto le autorità che hanno di fretta invocato un'azione immediata per evitare una situazione di trappola da deflazione, come accaduto in Giappone. Lars Svensson, l'ex vicegovernatore della Banca centrale svedese, ha dichiarato come l'approdo nella deflazione è stato causata da un drammatico restringimento della politica monetaria negli ultimi quattro anni e ha invocato un immediato abbassamento dei tassi dallo 0,75% attuale allo -0,25%.



Secondo Svensson la Svezia è oggi a rischio "trappola di liquidità" come accadde negli anni '30, con la deflazione che ha causato un innalzamento dei debiti a livelli insostenibili in termini reali: il debito dei proprietari immobiliari svedesi è il 170% rispetto al loro reddito, tra i più alti d'Europa. L'ex professore di Princeton è forse il massimo esperto mondiale di deflazione, sottolinea il Columnist del Telegraph, e le sue consulenze sono state tra le più ascoltate da Ben Bernanke durante la crisi finanziaria.
 
Il problema chiaramente non è solo svedese, con i dati Eurostat di marzo che hanno mostrato come la Bulgaria ha oggi un tasso di deflazione al -2%, la Grecia al -1.5pc, Cipro -0.9pc, Portogallo -0.4pc, Spagna e Slovacchia -0.2pc, e Croazia-0.1pc. L'Olanda è positiva con un 0,1%, ma il suo livello è così basso che sta causando già "traumi da spirale debito-deflazione" per i proprietari immobiliari del paese, che hanno prestiti vicini al 250% dei loro redditi e le case nel paese hanno già registrato un crollo del loro valore di un quinto. L'inflazione complessiva della zona euro è stata dello 0,5% a marzo, molto al di sotto del target che la Bce persegue del 2%. 
 
La Riksbank svedese ha ammesso nel suo ultimo rapporto monetario come qualcosa è andato storto, a causa probabilmente degli impulsi monetari deflattivi dal resto del mondo. Ma è veramente difficile immaginare a una Banca centrale svedese gestita da falchi monetari, dato che gli economisti svedesi sono stati storicamente quelli maggiormente all'avanguardia e lo stesso Keynes ha preso in prestito molte delle teorie degli economisti svedesi negli anni '20. La Svezia, inoltre, ha evitato la Grande Depressione grazie alla strategia inflattiva della sua Banca centrale. 
 
La disputa sulla deflazione, conclude Ambrose Evans Pritchard, è divenuta sempre più accesa: l'ex capo economista della Bce,Jürgen Stark, ha accusato il FMI e coloro che invocano politiche monetarie espansive di "allarmismo non giustificato" e chiesto alla Bce di non affidarsi a consiglio irresponsabili. Il Fondo Monetario internazionale ha dichiarato come c'è un 20% di rischio su una deflazione della zona euro e che un tasso di bassa inflazione dello 0,5% è comunque molto pericoloso e corrosivo, rendendo sempre più complesso per paesi come l'Italia, il Portogallo e altri di tornare alla competitività dato l'aumento della ratio dei debiti. Ogni anno di bassa inflazione spinge i paesi del sud dell'Europa sempre più vicini alla linea del limite di sostenibilità dei loro debiti.

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