"I paesi farebbero meglio a prepararsi alla fine dell'euro". L'economista Kevin O'Rourke
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Kevin O’Rourke, in un articolo per Finance e Devolpment rilasciato dal Fondo Monetario Internazionale, offre un'interessante analisi sul futuro dell'euro. Riconoscendo come le soluzioni che lui ed altri economisti hanno avanzato da anni sono semplicemente non raggiungibili - non c'è possibilità che l'Ue abbracci un'unione bancaria piena, per non pensare poi a un'unione federale o una mutualizzazione dei debiti attraverso gli eurobond - sostiene come la rottura della moneta unica, anche se non desiderabile, potrebbe essere inevitabile e che i paesi farebbero meglio a preparasi a quest'evenutalità.
“L'Europa è ora definita attraverso i vincoli che vengono imposti ai governi, non per le possibilità che permette alle popolazioni di migliorare le loro vite. E' qualcosa di politicamente non sostenibile. Ci sono due soluzioni: avanzare immediatamente a una soluzione politica federale dell'Europa o ritornare a un'unione Europea senza una moneta unica e che permetta ai paesi individuali di decidere per loro. L'ultima opzione richiede controlli di capitali, default in diversi paesi, misure per affrontare la crisi finanziaria e un accordo su come affrontare la legalità dei debiti contratti. La fine dell'euro sarebbe una grande crisi, non c'è dubbio e non è auspicabile. Ma se una crisi è inevitabile, allora è meglio preparasi bene ad affrontarla, quando moderati e filoeuropeisti sono ancora al potere. Qualunque siano i prossimi passi, dobbiamo affrontarli democraticamente e non ha senso aspettare per sempre. Se l'euro alla fine verrà abbandonato, la mia previsione è che gli storici tra cinquant'anni si chiederanno, per prima cosa, perché mai è stato introdotto”, scrive O'Rourke.
“L'Europa è ora definita attraverso i vincoli che vengono imposti ai governi, non per le possibilità che permette alle popolazioni di migliorare le loro vite. E' qualcosa di politicamente non sostenibile. Ci sono due soluzioni: avanzare immediatamente a una soluzione politica federale dell'Europa o ritornare a un'unione Europea senza una moneta unica e che permetta ai paesi individuali di decidere per loro. L'ultima opzione richiede controlli di capitali, default in diversi paesi, misure per affrontare la crisi finanziaria e un accordo su come affrontare la legalità dei debiti contratti. La fine dell'euro sarebbe una grande crisi, non c'è dubbio e non è auspicabile. Ma se una crisi è inevitabile, allora è meglio preparasi bene ad affrontarla, quando moderati e filoeuropeisti sono ancora al potere. Qualunque siano i prossimi passi, dobbiamo affrontarli democraticamente e non ha senso aspettare per sempre. Se l'euro alla fine verrà abbandonato, la mia previsione è che gli storici tra cinquant'anni si chiederanno, per prima cosa, perché mai è stato introdotto”, scrive O'Rourke.


