I principali istituti finanziari tedeschi propongono la "Grexit" in caso di stallo con Tsipras

Institute of German Economic Research: “Il supporto finanziario deve essere eliminato, se la Grecia non dovesse rispettare i suoi impegni di riforma”

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I principali istituti finanziari tedeschi propongono la "Grexit" in caso di stallo con Tsipras

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Un importante think tank tedesco l'Institute of German Economic Research (IW) ha mandato un chiaro messaggio: l'Europa dovrebbe forzare la Grecia fuori dall'euro nel caso in cui il nuovo governo a guida Syriza dovesse ripudiare i termini del suo programma di salvataggio da 245 miliardi di euro. Lo riporta Ambrose Evans-Pritchard nel suo ultimo articolo.
 
“Il supporto finanziario deve essere eliminato, se la Grecia non dovesse rispettare i suoi impegni di riforma”, ha scritto in una nota l'Istituto. “Se la Grecia dovesse assumere una posizione di forza, allora l'Europa prednerà anche lei una linea dura”. L'IW è il secondo istituto economico a mandare un consiglio del genere al governo di Berlino rispetto ad Alexis Tsipras, che ha pregato di interrompere i pagamenti del debito e ribaltare le misure d'austerità della Troika. 
 
In precedenza l'istituto ZEW aveva addirittura sostenuto la necessità di fare degli stress test immediati sull'esposizione bancaria tedesca in Grecia e prevenre i rischi di un default greco. “L'Europa deve mandare un segnale chiaro che non è suscettibile ai ricatti”, ha dichiarato. 
 
Il ministro delle finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha ribadito a Bruxelles come l'alleggerimento del debito greco non è un'opzione sul tavolo delle trattative. “Tutti coloro che discutono di un taglio dimostrano solo di non sapere di quello che stanno parlando”. Schäuble ha poi proseguito: “Abbiamo dato un aiuto eccezionale alla Grecia. Devo enfaticamente dire che i contribuenti tedeschi hanno offerto un grande piano. Rispetto al 2010, i mercati finanziari hanno ora fiducia nella zona euro. Non abbiamo più un rischio contagio”.
 
Diversi funzionari a Berlino sono irritati che Tsipras abbia scelto di formare un governo di coalizione con il partito dei Greci Indipendenti, visceralmente anti-tedeschi e pronti per una resa dei conti sulla questione del debito. “Questa aumenta il rischio di una collisione con i creditori internazionali”, ha dichiarato Holger Schmieding di Berenberg Bank. Secondo quest'ultimo, la probabilità di una “Grexit” è cresciuta del 35% e ha dichiarato come Tsipras dovrebbe tornare alla realtà dopo aver fatto “tre promesse irrealizzabili al suo paese in una campagna sola”. Il rischio è che finirà di “rovinare il suo paese come il leader peronista argentino. Circoli viziosi possono iniziare presto, molto presto”. 
 
Fonti vicino a Tsipras sostengono che lui sia convinto che i leader tedeschi stiano bluffando e che  finiranno per cedere piuttosto che ammettere al proprio popolo che l'intera strategia di gestione dela crisi della zona euro è stato un fallimento. I mercati, prosegue il Columnist del Telegraph, non sono d'accordo. I credit default swap che misurano il rischio di fallimento della Grecia sono vertiginosamente il martedì da 248 punti a 1.654, ma quelli per il Portogallo, l'Italia e la Spagna a malapena spostati.
 
Jürgen Matthes, il direttore internazionale di IW, ha dichiarato che l'Europa deve essere in grado di punire i violatori per sostenere l'austerità della zona euro e evitare il collasso della disciplina. “Abbiamo creato una strategia di prevenzione della crisi che confida sulla condizionalità. Se questo non dovesse essere nel caso greco, ognuno dirà che vorrà fare la stessa cosa. Syriza ha avuto successo nel vedere un'illusione che la Grecia possa finire le sue riforme, interrompere il pagamento del debito e restare nell'euro. E' impossibile. Se lo fanno la Bce non può accettare le garanzie collaterali da parte del governo greco. Questo costringerà i greci per ritornare alla dracma e causerà la rottura di massa. Ci sarà un default del governo, default di aziende e banche. Il sistema finanziario verrà semplicemente giù”, ha dichiarato.
 
Matthes ha dichiarato che un accordo potrebbe essere impossibile che estenda la maturità ancora sui debiti greci, ma ha argomentato che il tasso d'interesse effettivo è pagato già al 2%, molto meno della media sui mercati del 4,2%. Il nuovo ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha dichiarato a The Telegraph che Syriza vuole che il target per il budget primario del paese dal 4,5% all'1% del Pil, liberando i fondi necessari per il nuovo governo per finanziare il programma sociale di elettricità libera e la mensa gratuita nelle scuole, allegerimento fiscale per le classi più povere.
 
Matthes, conclude Ambrose Evans-Pritchard, ha lanciato un monito preciso: Syriza non può sperare in termini migliori da Italia, Spagna e Francia, dato che i contribuenti di questi paesi hanno prestato alla Grecia tanto qunto la Germania. “Non ci sarà flessibilità nell'Eurogruppo, né una coalizione di paesi del Sud. Ci sono tanti sodi in ballo”, ha dichiarato.
 
Sulla coalizione dell'Europa del sud bisonga aspettare che oltre alla Grecia, anche Italia, Spagna e Francia tornano alle urne...

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