"I rendimenti sui titoli obbligazionari ci dicono una cosa: la recessione è lo stato naturale della zona euro". J. Warner
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Mentre fino ad un paio di anni fa i rendimenti dei Bond delle economie periferiche si erano impennati senza controllo per i timori di default sovrano e la fine dell'euro, da quando Mario Draghi della BCE ha dichiarato che avrebbe fatto "qualsiasi cosa fosse necessaria" per salvare l'euro, il livello dei Bond decennali spagnoli, per fare solo un esempio, è sceso al suo livello più basso dalla rivoluzione francese nel 1789. Per la prima volta dal 2007, i rendimenti delle obbligazioni dell'area euro nel suo complesso sono inferiori a quelli statunitensi. Lo scrive Jeremy Warner sul Telegraph.
L'inflazione molto bassa e i crescenti rischi geo-politici con la Russia spiegano solo parzialmente questi livelli. Ma, prosegue Warner, dietro c'è soprattuto il ritorno alla fuga dal rischio delle crisi finanziarie. Con la BCE che rimuove il rischio di credito, non è più solo il Bund tedesco ad essere un’opzione di prima scelta. Sono tutte le obbligazioni dell'eurozona a esserlo, perfino quelle greche. Se troppo denaro si dirige verso le obbligazioni, si riduce quello disponibile per le attività economiche produttive. Questi rendimenti raccontano una storia molto semplice: che la recessione, o almeno una crescita vicino allo zero, è ormai lo stato naturale dell'eurozona.
Per la traduzione completa dell'articolo si rimanda a Voci dall'estero.


