I ribelli ed il regime di Assad gettano ombre sulla tregua prevista per martedì
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Il piano di pace proposto dall'inviato congiunto delle Nazioni Unite e della Lega Araba Kofi Annan per risolvere la crisi siriana, che dovrebbe scattare martedì con l'attuazione di una tregua di 48 ore, rischia di saltare. I ribelli hanno infatti annunciato lunedì che non intendono accettare la richiesta del governo di Assad di garanzie scritte della cessazione delle ostilità. Il colonnello Riad al-Asaad, leader del principale organismo militare dell'opposizione, il Free Syrian Army, ha dichiarato che si prodigherà nell'attuazione del piano di pace, ma offrirà garanzie solo alla comunità internazionale e non al governo siriano.
Formalmente accettato da Assad la scorsa settimana, il piano di Annan prevede il ritiro dell'esercito siriano ed un cessate il fuoco completo di 48 ore. Domenica all'emittente Al Jazeera, il leader siriano ha reso noto che senza prima garanzie scritte da parte dei ribelli, il suo governo non ritirerà l'esercito perché “i terroristi aumenterebbero le violenze”. Ombre sulla tregua di martedì sono state gettate anche dal portavoce del ministero degli affari esteri siriano Jihad Makdissi, riportate da Associated Press: “la voce che il governo ritirerà le sue truppe dalle città è “erronea”. Finché Assad non avrà avuto “garanzie scritte circa l'accettazione da parte dei gruppi terroristi di fermare la loro violenza e di essere disposti a gettare le armi”, il regime non applicherà il piano di pace.
La tregua dovrebbe aprire la strada per negoziazioni tra il governo e l'opposizione sul futuro politico del paese. Possibilità che al momento sembra alquanto improbabile, con i bombardamenti e gli assalti da parte dell'esercito di Assad che non si placano, soprattutto nella regione nord orientale di Idlib vicino al confine con la Turchia. La violenza si sta intensifcando prima dell'inizio del cessate il fuoco di martedì: i ribelli hanno dichiarato che circa 70 persone sono state uccise domenica portando il livello di morti nel weekend a 180.
Di fronte alle violenze degli ultimi giorni, il Consiglio Nazionale siriano ha invocato domenica un intervento più incisivo delle Nazioni Unite e lo stesso Annan ha definito “inaccettabile” l'escalation e fatto pressioni al governo siriano per adempiere ai suoi impegni. Annan sarà martedì a far visita ai rifugiati siriani nel confine turco, per una visita di poche ore prima di arrivare in Iran.


