"I salari non crescono da anni", lo riconosce anche il New York Times
Che poi dedica la maggior parte dell'articolo a spiegare perché dovremmo essere ottimisti
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Sul blog Liberty Krieger, Mick Krieger prende spunto da un articolo del New York Times nel quale di riconosce che i salari non sono cresciuti negli ultimi 15 anni. Si tratta di un’ammissione terribile ma importante commenta Krieger, soprattutto alla luce del fatto che sono trascorsi cinque anni dall'inizio della seconda - cosiddetta - ripresa.
Ma, prosegue Krieger, mentre l’osservazione sulla stagnazione della crescita dei salari è utile, ciò che è triste in questo articolo è che, piuttosto che tuffarsi ad analizzare le questioni sistemiche sottostanti a questa orribile statistica, l'autore dedica la maggior parte del' articolo a spiegare perché dovremmo essere ottimisti. E' un bel tentativo, ma quando i problemi sistemici non vengono affrontati da un punto di vista sistemico, le cose non migliorano magicamente.
Ecco alcuni stralci di questo articolo:
“I lavoratori americani hanno ricevuto aumenti salariali così esigui per così tanto tempo che è ragionevole parlare di una tendenza. E' il più grande rallentamento dei salari del 21° secolo.
La tipica famiglia americana guadagna meno di una famiglia tipica di 15 anni fa, una situazione non riscontrabile dalla Grande Depressione. Mentre il tasso di disoccupazione è sceso negli ultimi anni, la crescita dei salari è rimasta mediocre. Il tasso di disoccupazione è sceso al di sotto del 6 per cento, ma la paga oraria è salita solo del 2 per cento rispetto allo scorso anno, non molto più veloce dell’inflazione. La combinazione ha perplesso gli economisti e scoraggiato i lavoratori”.
La svista qui è semplicemente incredibile, commenta krieger. "Economisti Perplessi?" Cosa c’è di così sconcertante se si guarda al tasso di partecipazione alla forza lavoro. È possibile che l'autore non sia a conoscenza di questo grafico?


"Naturalmente, c'è una lunga storia di previsioni pessimistiche circa le oscure ,nuove ere economiche e queste previsioni sono generalmente sbagliate. Ma le cose sono state deludenti così a lungo che forse dovremmo prendere sul serio la tesi pessimista. In qualche modo fondamentale, l'economia stenta".
Sì, stenta, ma piuttosto che cercare di spiegare che cosa esattamente è rotto, l'autore procede a spiegare perché dovremmo essere ottimisti.
"Lo scorso anno, il 33,6 per cento delle persone tra i 25 e i 29 aveva una laurea di quattro anni, dal 30,8 per cento del 2008, secondo il National Center for Education Statistics. Ciò lascia un ampio margine per ulteriori miglioramenti, ma è già il migliore progresso rispetto agli anni precedenti. Nel 2000, la percentuale era del 29,1 per cento".
Questo è davvero un motivo di ottimismo? Si chiede Krieger. Gli studenti si indebitano per ottenere un’istruzione discutibile e poi si laureano in un'economia senza posti di lavoro e con crescita dei salari pari a zero. Questo appare più un motivo di pessimismo che di ottimismo:


Ma è il passaggio che segue a sfiorare l’assurdo. L'autore sostiene che l'istituzione responsabile della trasformazione dell’economia americana in una oligarchia neo-feudale, la Federal Reserve, possa in qualche modo salvare i lavoratori.
“Obama non l'ha menzionato nel discorso, ma un altro motivo di ottimismo alla Casa Bianca è Janet Yellen, presidente della Federal Reserve. Sotto la presidenza Bernanke, il suo predecessore, la Fed è stata eroicamente creativo nella lotta contro la crisi finanziaria. Dopo la crisi, però, funzionari della Fed hanno commesso lo stesso errore più volte: sopravvalutare la salute dell'economia. La Yellen ha detto di aver imparato la lezione e sarà ancora più aggressiva nel cercare di favorire la crescita con bassi tassi di interesse
Ma qui è dove divento meno ottimista rispetto al presidente. Nonostante tutte queste tendenze positive, la vera retribuzione settimanale media dei lavoratori a tempo pieno a metà del 2014 è leggermente inferiore a quella che era a metà del 2011. O di quanto non fosse a metà del 2008, l'anno prima che Obama è entrato in carica. O a metà del 2000.
E' certamente possibile che siamo sull'orlo di un aumento dei salari, come lo eravamo a metà degli anni 1990, quando la situazione sembrava altrettanto desolante.”
Possibile come no, chiosa e conclude Kieger.

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