Ideare un "sogno cinese" diverso da quello americano: la sfida del futuro per Pechino
Il nuovo leader cinese Xi Jinping dovrà indirizzare il paese in un percorso di crescita sostenibile
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Thomas Friedman in China needs its dream si occupa del cambio della guardia al potere in Cina, che avverrà il prossimo 8 novembre durante il 18° Congresso nazionale del partito comunista, per cercare di rispondere ad una domanda da cui dipendono i destini del pianeta: sarà in grado il futuro presidente Xi Jinping di ideare un "sogno cinese" differente da quello americano e garantire un processo di crescita sostenibile per il paese? Se Xi si farà promotore delle aspirazioni della classe media emergente – 300 milioni della popolazione attualmente che diverranno 800 entro il 2025 — non vi sarà differenza con lo stile di vita americano, ma noi avremo bisogno di un altro pianeta, sottolinea il Columnist del NYT.
Riprendendo proprio questo aspetto del problema, Peggy Liu, co-fondatrice dello U.S.-China Collaboration on Clean Energy, ha dichiarato che il modello del sogno americano - "una casa, due figli, due macchine, consumismo esasperato" - non può essere d'esempio per la Cina: "le risorse naturali si esauriranno in un tempo relativamente breve se si permette a tutti i cinesi di consumare tutto quello che vogliono". Liu, quindi, sottolinea come obiettivo della Cina debba essere quella di costruire una nuova identità nazionale, che possa essere un giusto mix tra i valori tradizionali come rispetto ed equilibrio con la realtà moderna urbana. In altre parole, la creazione di un sogno cinese che ridefinisca il concetto di prosperità personale in “maggiore accesso a prodotti e servizi, non per forza possederli, ma anche condividerli”. Enfatizzare l'accesso contro il possesso aiuterebbe anche a colmare parzialemnte il gap tra le diverse cclassi sociali.
I cinesi sembrano pronti ad accettare un tale attegiamento, differente dal modello americano ed europeo. Fino ad alcuni anni fa ritenevano fosse arrivato il loro turno di sviluppo, ma partecipando ad un incontro all'Istituto di Design e pianificazione urbana dell'università di Shanghai, Friedman sottolinea come gli studenti siano ben consci dell'interesse cinese nel ricercare uno sviluppo sostenibile con l'ambiente. La sfida principale futura sarà proprio quella di capire come la classe media con redditi crescenti nei paesi in rapida espansione economica possano utilizzare le loro risorse in modo da non peggiorare ulteriormente le condizioni climatiche.
L'ultimo piano quinquennale cinese — 2011-15 — ha adottato una serie di misure per raggiungere l'obiettivo di tagliare il consumo d'energia ed acqua pro capite. Ma non sono sufficiente, secondo Liu: con le vendite all'ingrosso che sono aumentate del 17% ogni anno dal 2005 ed i redditi urbani del 150% negli ultimi dieci anni, “il governo deve avere anche un piano per indirizzare le scelte dei consumatori in un sentiero di crescita sostenibile. Ma non l'ha ancora fatto". Xi Jinping ha due sfide nuove da affrontare rispetto ad Hu Jintao: in primo luogo, assicurarsi che il partito comunista continui a governare — nonostante le crescenti pressioni per le riforme da parte della classe media urbana — e questo richiede maggiore crescita per mantenere la popolazione soddisfatta dell'operato del partito. Ma deve anche gestire le sfide che derivano dalla crescita — controllo delle migrazioni alle città, affrontare la questione dell'inquinamento e distruzione ambientale – ed il solo modo per raggiungere tutto questo è combinare le aspirazioni della classe media con una Cina più sostenibile.


