"Il 2015 non sarà l'anno in cui Spagna, Italia e Portogallo torneranno alla normalità"
Disoccupazione, debito pubblico e privato dei tre paesi analizzati in uno studio di Natixis
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In un rapporto pubblicato dalla banca francese Natixis il 3 aprile scorso su Italia, Spagna e Portogallo si sottolinea come coloro che ritengono che il 2015 sarà l'anno in cui le cose torneranno alla normalità devono ricredersi.
Anche se nessuna nuova crisi o nessun incidente interrompesse la ripresa di queste economie, si legge nelo studio, ci vorrà molto tempo perché tornino alla normalità, vale a dire una disoccupazione ai livelli pre-crisi (da 6 a 25 anni a seconda del paese); i rapporti di debito pubblico e privato a livelli sostenibili (dai 6 ai 15 anni); la solvibilità delle famiglie e delle imprese torni alla normalità (da 4 anni a "mai"); che la capacità produttiva distrutta durante la crisi venga ricostruita (da 5 anni a "sempre", dove "sempre" significa che il processo di correzione non viene avviato).
"Questi paesi rimarranno quindi fragili per un tempo lunghissimo, da qui il rischio di una nuova crisi di fiducia prima che la loro situazione possa normalizzarsi. Il 2015 non sarà l'anno in cui Spagna, Italia e Portogallo torneranno alla normalità. Se osserviamo le dinamiche di disoccupazione, debito pubblico e privato, solvibilità di famiglie e imprese e capacità di produzione industriale, vediamo che ci vorranno da 5 a più di 20 anni per tornare davvero alla normalità. Durante questo periodo molto lungo, queste economie rimarranno fragili; i paesi meridionali dell’eurozona rimarranno esposti alla minaccia di un ritorno al pessimismo degli investitori."
Per una traduzione completa del rapporto si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero


