"Il 70% della disoccupazione giovanile causata dalla crisi di domanda e dei prezzi, non dalla rigidità del mondo del lavoro". FMI
L'ennesima conferma che le autorità europee continuano a brancolare nel buio, a comprare tempo sulla pelle di milioni di cittadini costretti alla povertà diffusa e alla disoccupazione di massa.
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Nel suo ultimo articolo sul Telgraph, Ambrose Evans Pritchard analizza l'ultimo rapporto sullo stato di salute della zona euro emesso dal Fondo Monetario Internazionale. Si è trattato di un vero e proprio attacco lanciato alle autorità europee per aver costretto la zona euro a restare intrappolata in una situazione di bassa crescita e bassissima inflazione.
“L'inflazione è stata ad un livello troppo basso per troppo tempo. Un fallimento persistente nel non rispettare l'obiettivo di inflazione potrebbe minare la credibilità di una Banca centrale”, ha dichiarato il Fondo Monetario internazionale. “Uno shock esterno negativo potrebbe gettare l'economia della zona in deflazione. La ripresa non è né sufficientemente robusta, né forte. I mercati finanziari sono ancora frammentati e gli alti costi dell'indebitamento impediscono il rilancio degli investimenti, con ampi gap di produzione, grandi debiti e alta disoccupazione”, ha aggiunto.
Il Fondo, prosegue Evans-Pritchard, ha poi affermato come il 70% della disoccupazione giovanile è causata dalle condizioni congiunturali della caduta dei prezzi e della domanda interna, non dai mercati rigidi dal lato del lavoro o mancanza di capacità, come spesso si dice. Un messaggio che speriamo arrivi al primo ministro italiano Renzi, che con il suo Job act si dimostra, nella migliore delle ipotesi, ancora una volta ignaro delle dinamiche economiche in corso.
Il monito del FMI è arrivato subito dopo la pubblicazioni di dati molto allarmanti che vedono la produzione industriale della zona euro cadere del 1,1% a maggio. La produzione è quindi un 12% inferiore di quello che era sei anni fa. ll Fmi ha rivisto al ribasso le stime di crescita per quest'anno (1,1%) sostenendo come potrebbero diminuire ancora per le politiche monetarie della Fed, la volatilità regionale o nuove tempeste nei mercati emergenti.
Reza Moghadam, direttore del Fmi in Europa, ha dichiarato che la Bce ha preferito lo strumento di prestiti a basso costo alle banche (LTROs), che non hanno impedito una contrazione del credito privato o la stagnazione dell'offerta di moneta M3. Queste misure non dovrebbero essere confuse con la creazione di moneta con quantitative easing, che avrebbe avuto “effetti più ampi” soprattutto se lanciato con la convinzione della necessità di cambiare la psicologia degli investitori.
Il Fondo Monetario Internazionale, prosegue il Columnist del Telegraph, ha anche sostenuto come l'unione bancaria europea non è sufficiente e serve una “protezione fiscale comune” per rompere il legame tra banche e stati sovrani, che si trascinano in crisi reciprocamente come è stato testimoniato un'ultima volta in Portogallo con il caso Banco Espirito Santo, che ha messo in crisi i bond portoghesi e con paura di contagio in Spagna, Italia e Grecia. Il Fmi ha dichiarato poi che lasciare che sia il fondo di salvataggio degli stati (Mes) a ricapitalizzare direttamente le banche è troppo vago, e non è credibile perché gli stati sono già ampiamente in difficoltà. Ogni azione deve essere approvata dal Parlamento tedesco e gli altri Parlamenti, creando un potenziale stallo ogni volta. In una fase poi in cui la deflazione sta rendendo sempre più drammatico il peso debitorio per i paesi del sud. “Nel medio termine c'è un rischio di stagnazione, che potrebbe determinare una domanda persistentemente depressa a causa del deleveraging, un'azione politica insufficiente e riforme strutturali in stallo”, ha dichiarato.
Gabriel Stein dell' Oxford Economics sostiene come la virata verso misure di QE rimane necessaria ma non molto percorribile, qualunque cosa i trattati Europei prevedano, dato che si produrrebbe una resistenza politica molto forte in Germania, dove il partito anti-euro AfD è sempre più forte e dove i media sostengono come l'acquisto di azioni e bond da parte della Bce è l'inizio della perdizione. La Corte costituzionale tedesca ha già dichiarato come il programma di acquisto, solo annunciato del resto, dei bond di Spagna ed Italia (OMT) è illegale e probabilmente ultra vires. “La Bce sta cercando in modo disperato di evitare il QE. Sperano che la ripresa li salvi”, ha dichiarato Stein. Le autorità europee, ne abbiamo l'ennesima conferma, continuano a barcollare nel buio, a comprare tempo sulla pelle di milioni di cittadini costretti alla povertà diffusa e alla disoccupazione di massa.


