Il boom dell'export di Teheran dopo il blocco: così il petrolio iraniano ridisegna i mercati
La revoca del blocco navale statunitense sui porti iraniani, scattata a metà giugno in virtù del nuovo memorandum d'intesa (MOU) tra Washington e Teheran, ha immediatamente innescato un'impennata nelle esportazioni di greggio della Repubblica Islamica. Secondo i dati diffusi il 1° luglio dalla società di monitoraggio marittimo Tanker Trackers, l'Iran ha esportato ben 50 milioni di barili di petrolio in sole due settimane.
Iran has exported 50 million barrels of crude oil since the US-imposed blockade was lifted two weeks ago. This equates to 1.66 million barrels per day for June 2026. Most other countries in the region are still nowhere near pre-war levels.#OOTT #IranWar #Tankers pic.twitter.com/FJb70n0lbx
— TankerTrackers.com, Inc. (@TankerTrackers) June 30, 2026
Il volume si traduce in una media di 1,66 milioni di barili al giorno (bpd) per il mese di giugno. Una ripresa record, se si considera che la maggior parte degli altri Paesi produttori della regione non ha ancora recuperato i livelli di esportazione precedenti al conflitto.
Il traffico a Hormuz torna ai livelli pre-conflitto
La conferma del ritorno alla normalità dei flussi energetici è arrivata anche dai vertici della Casa Bianca. Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha dichiarato in un'intervista al "Michael Knowles Show" che il transito di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz ha nuovamente raggiunto, e in alcuni casi superato, i picchi prebellici.
"Abbiamo constatato che il traffico petrolifero ha raggiunto il suo picco prebellico", ha affermato Vance.
Il vicepresidente ha tuttavia precisato che il traffico marittimo complessivo (comprensivo di navi cargo e altre imbarcazioni) resta ancora a una frazione della media giornaliera pre-conflitto, che oscillava tra i 130 e i 150 passaggi. I dati della piattaforma di tracciamento Kpler confermano la tendenza: le rilevazioni mostrano che il transito di petrolio nella strategica via d'acqua ha toccato i massimi dall'inizio delle ostilità che alla fine di febbraio avevano visto contrapposti gli Stati Uniti e Israele contro l'Iran.
Greggio a +20% e il crollo del Brent globale
Il ritorno sui mercati sta garantendo a Teheran profitti decisamente elevati. Il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rivelato alla televisione di Stato che il Paese sta vendendo il proprio greggio a un premio superiore di circa il 20% rispetto ai valori prebellici.
Ghalibaf ha ricordato la durezza dei mesi precedenti: "Durante i circa 60 giorni di blocco navale statunitense che hanno paralizzato i traffici, l'Iran è stato veramente impossibilitato a esportare anche un solo barile di petrolio".
???? Speaker of the Parliament of Iran and Iran's chief wartime negotiator Mohammad Bagher Ghalibaf confirms Iran exported over 40 million barrels of crude.
— Drop Site (@DropSiteNews) June 30, 2026
????Since the day we lifted the blockade until today, we have exported more than 40 million barrels of oil
????This happened in… https://t.co/iW58zFMQ0e pic.twitter.com/zPuzBmfzv4
L'improvvisa immissione di greggio iraniano ha immediatamente allentato i timori sull'offerta globale, provocando una forte correzione dei mercati internazionali:
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Prezzo attuale del Brent: circa 73 dollari al barile.
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Calo registrato: quasi -40% rispetto al picco di 118 dollari toccato ad aprile.
Il nodo delle "tariffe di servizio" e il controllo dello Stretto
Sul fronte diplomatico, i progressi del protocollo d'intesa si intrecciano con la gestione dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Al-Busaidi, ha espresso pieno sostegno alla proposta di Teheran di applicare delle "tariffe di servizio" volontarie alle navi in transito, respingendo la formula delle "tasse di transito" caldeggiata dagli Stati Uniti.
I proventi di tali contributi serviranno a finanziare la sicurezza marittima, la risposta alle emergenze e la lotta all'inquinamento, sul modello di quanto già avviene negli stretti di Malacca e Singapore.
Ghalibaf ha confermato che Iran e Oman hanno raggiunto un accordo totale su tutti gli aspetti legali e logistici, blindando la sovranità di Teheran:
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L'Iran ha concesso il passaggio esentasse delle navi per i 60 giorni previsti dal memorandum.
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Teheran ha ribadito che non rinuncerà mai al controllo e alla gestione della via navigabile.
Negoziati tecnici a Doha
Sullo sfondo restano le grandi manovre diplomatiche a Doha, in Qatar, dove gli inviati statunitensi Jared Kushner e Steve Witkoff stanno incontrando i mediatori locali per limare i dettagli dell'accordo.
Anche una delegazione iraniana è giunta nella capitale qatariota, ma il ministero degli Esteri di Teheran ha spento i rumors su possibili vertici politici bilaterali, specificando che la missione ha un carattere esclusivamente tecnico ed è focalizzata sullo sblocco di miliardi di dollari di asset iraniani congelati all'estero.


