Il capo della polizia italiana conferma che l’intervento russo in Siria è "un colpo durissimo all'Isis"

Alessandro Pansa rivela quel che la narrativa comune di fatto sta occultando: l’intervento russo in Siria, nonostante quel che affermano con consapevole doppiezza tanti esponenti delle cancellerie occidentali, è stato un colpo durissimo per l’Isis

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Il capo della polizia italiana conferma che l’intervento russo in Siria è "un colpo durissimo all'Isis"

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"Quando nello scacchiere siriano è entrata in gioco la Russia c’è stata la diaspora dei foreign fighters. Sapevamo che ci sarebbe stata una data di ritorno per le migliaia che erano partiti e quella data è arrivata", ha dichiarato il capo della Polizia italiana, Alessandro Pansa, durante il ‘Foro di Roma’, la riunione annuale che mette attorno ad un tavolo tutte le polizie dei paesi balcanici, assieme ai vertici della sicurezza italiana e dell’Europol. "Si dice che ci siano circa 30mila combattenti in Siria e Iraq che vengono da altri paesi. Noi i nostri nomi li conosciamo bene e li abbiamo messi a disposizione di tutti, ma non tutti hanno fatto la stessa cosa", ha aggiunto Pansa.

Come si legge su Piccole Note, la notizia, riportata ma quasi nascosta sul quotidiano torinese "La Stampa" del 16 dicembre, e irrintracciabile altrove, "è molto significativa. Il capo della polizia italiana, in un intervento tecnico e quindi alieno da derive propagandistiche, ha rivelato quel che la narrativa comune di fatto sta occultando: l’intervento russo in Siria, nonostante quel che affermano con consapevole doppiezza tanti esponenti delle cancellerie occidentali, è stato un colpo durissimo per l’Isis e le altre organizzazioni terroristiche che operano in Siria. Una constatazione che è anche un giudizio sulla coalizione anti-Isis a guida Usa che ha operato per anni sul terreno senza alcun esito.
 
La fuga dei foreign figther smentisce anche un’altra narrativa, ormai mito diffuso, che li fa apparire soffusi in un alone di invincibilità: quella che vuole questi agenti votati alla morte.
 
In realtà gli aspiranti suicidi di Allah aggregati in tali organizzazioni non sono legione, ma solo alcuni matti usati allo scopo in operazioni particolari, come quella al Bataclan di Parigi. Per il resto si tratta di mercenari ben pagati (e si sa bene chi li paga) che hanno paura della morte (eccome) come tutti".
 
 

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