Il capo economista Bce lo ammette: "la deflazione nella zona euro sta arrivando"
"Un tasso di deflazione per la maggior parte del 2015 è lo scenario più probabile per la zona euro"
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Dopo mesi che ci hanno raccontato in tutti i modi che la deflazione non fosse un rischio concreto per la zona euro, prima il vice presidente della Bce Viktor Costancio ed ora il suo capo economista Peter Praet si attendono un tasso di inflazione negativo per il 2015. Intervistato questa mattina dal quotidiano finanziario tedesco Boersen Zeitung, Praet ha sostenuto che un tasso di deflazione per la maggior parte del 2015 sia lo scenario più probabile per la zona euro.
I tassi d'inflazione per la Spagna rilasciati ieri mostrano un incremento della deflazione all'1.1% dovuta al crollo dei prezzi del petrolio per il mese di dicrembre. Una stima superiore a quella che si attendevano gli analisti. L'inflazione della zona euro si era mantenuta intorno al 2% nel 2013, ma ha rapidamente iniziato la sua corsa verso il territorio negativo, registrando un tasso inferiore all'1% per tutto il 2014.
Nonostante questo, Praet non ha assicurato che la Bce inizierà un programma di quantitative easing a gennaio. Ed ha anche accennato a quella che potrebbe essere la composizione del QE della zona euro, sottolineando come i bond dei governi sono “il solo tipo di titoli per i quali c'è un significativo volume di mercato”. Comunque per Praet un tasso di inflazione negativo impone alla Bce di prendere misure straordinarie.
Queste dichiarazioni arrivano subito dopo quelle del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, che ha sostenuto come la Bce dovrebbe ignorare la caduta del prezzo del petrolio ed ha escluso l'acquisto dei titoli pubblici degli stati. Lo stesso ha ribadito recentemente anche il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo il quale la zona euro non ha bisogno di un programma di Quantitative Easing.
Alle popolazioni ridotte ad una povertà diffusa pianificata spetta anche l'amara beffa di dover ascoltare questi signori “litigare” sul da farsi, nella totale e continua assenza di solidarietà tra paesi e tra paesi e istituzioni europee.


