Il 'catastrofico blocco della catena di distribuzione americana' ha inizio. Le immagini emblematiche dalla West Coast

Il timore è che si torni alla situazione del 2002, quando il contrasto tra lavoratori e imprese portuali causò il blocco totale dei porti

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Il 'catastrofico blocco della catena di distribuzione americana' ha inizio. Le immagini emblematiche dalla West Coast

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I porti della costa occidentale degli Stati Uniti, inclusi i più trafficati della nazione, quello di Los Angeles e Long Beach, hanno sospeso le operazioni navali per quattro giorni. 
 

La Pacific Maritime Association e il sindacato della International Longshore&Warehouse Union non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle condizioni contrattuali per i lavoratori portuali dopo nove mesi di negoziati e gli operatori hanno deciso di fermare le operazioni nel corso dello scorso fine settimana.

Secondo il LA Times, non è chiaro se l'arresto parziale equivale ad una chiusura totali dei porti. I timori di un blocco dei lavoratori portuali sono aumentati nell'ultima settimana e le due parti non tengono colloqui dalla scorsa settimana. La vertenza ruota intorno al rinnovo del contratto dei portuali, scaduto lo scorso luglio. 


Come si legge su un comunicato della Retail Industry Leaders Association, il mancato raggiungimento di un accordo tra il sindacato dei lavoratori di porto e la Pacific Maritime Association porterebbe a conseguenze devastanti per la vendita a dettaglio statunitense: 
 
"Un rallentamento di lavoro durante le trattative nel corso degli ultimi sette mesi ha già creato incubi logistici per gli esportatori americani, produttori e rivenditori dipendenti da una catena di distribuzione efficiente. Un arresto completo sarebbe catastrofico, con centinaia di migliaia di posti di lavoro a rischio se la filiera americana dovesse bloccarsi. "
 
"Un blocco dei porti della  costa occidentale sarebbe un disastro economico."
 
"Un blocco avrebbe impatto non solo sulle centinaia di migliaia di posti di lavoro che dipendono direttamente dalla catena di distribuzione, ma la realtà è che l'intera economia sarebbe influenzata se le esportazioni giacessero sulle banchine e le importazioni nei porti con produttori e rivenditori in attesa".
 

E infine: "Il rallentamento sta già rendendo la vita difficile, ma un blocco potrebbe far deragliare completamente l'economia".

L'incubo è che torni la situazione dell'autunno del 2002, quando il contrasto tra lavoratori e imprese portuali causò il blocco totale dei porti, con un danno all'economia statunitense di almeno un miliardo di dollari.   
 

Secondo Bank of America, "Se la storia insegna, un arresto temporaneo potrebbe danneggiare il settore del commercio nel breve termine, ma non minaccerebbe di far deragliare la ripresa. Nel 2002, i lavoratori portuali hanno bloccato 29 porti della costa occidentale per circa 10 giorni in ottobre, prima che il presidente Bush ha invocato la legge Taft-Hartley per riaprirli.
 
Che cosa potrebbe andare storto?
 
Evidenziamo due scenari chiave che possono portare ad una maggiore rischio:
 
Un'interruzione prolungata potrebbe innescare costi economici non-lineari, con conseguente peggioramento delle interruzioni nella catena di distribuzione. Il presidente Obama potrebbe intervenire richiamando la legge Taft-Hartley come è stato fatto nel 2002, ma non è chiaro se e quanto velocemente la Casa Bianca sarebbe disposta ad entrare in una controversia di lavoro questa volta.
 
Vi è incertezza circa la capacità delle vie di trasporto alternative.  

Così la linea di fondo è che nessuno sa veramente che cosa accadrebbe se il blocco "parziale" diventasse permanente, mentre i lavoratori portuali cercano di fare leva sulla loro influenza sull'economia statunitense, che secondo la commedia finanziaria trasmessa dalla TV è così forte che non dovrebbe avere problemi.

Ad aggravare la situazione, c'è la congestione delle banchine, soprattutto dei porti di Los Angeles e Long Beach, come testimoniano queste foto riprese dal blog di Mike Kelley:
















Infine, come fa notare ZeroHedge, per molti economisti, o almeno quelli che si rendono conto che l'economia americana è in una forma di gran lunga peggiore di quella che i dati ufficiali del governo lasciano intendere, un evento "esogeno", come uno sciopero dei porti della West Coast, potrebbe essere un colpo quasi mortale per la "ripresa". Dopo tutto, quale migliore capro espiatorio per la mancanza di crescita di qualche migliaio di lavoratori portuali che semplicemente stanno sfruttando il più possibile il capitalismo  ... anche se questo significa, nel contempo, arrestare la catena di distribuzione statunitense.  

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