Il 'catastrofico blocco della catena di distribuzione americana' ha inizio. Le immagini emblematiche dalla West Coast
Il timore è che si torni alla situazione del 2002, quando il contrasto tra lavoratori e imprese portuali causò il blocco totale dei porti
La Pacific Maritime Association e il sindacato della International Longshore&Warehouse Union non sono riusciti a raggiungere un accordo sulle condizioni contrattuali per i lavoratori portuali dopo nove mesi di negoziati e gli operatori hanno deciso di fermare le operazioni nel corso dello scorso fine settimana.
Secondo il LA Times, non è chiaro se l'arresto parziale equivale ad una chiusura totali dei porti. I timori di un blocco dei lavoratori portuali sono aumentati nell'ultima settimana e le due parti non tengono colloqui dalla scorsa settimana. La vertenza ruota intorno al rinnovo del contratto dei portuali, scaduto lo scorso luglio.
Come si legge su un comunicato della Retail Industry Leaders Association, il mancato raggiungimento di un accordo tra il sindacato dei lavoratori di porto e la Pacific Maritime Association porterebbe a conseguenze devastanti per la vendita a dettaglio statunitense:
E infine: "Il rallentamento sta già rendendo la vita difficile, ma un blocco potrebbe far deragliare completamente l'economia".
L'incubo è che torni la situazione dell'autunno del 2002, quando il contrasto tra lavoratori e imprese portuali causò il blocco totale dei porti, con un danno all'economia statunitense di almeno un miliardo di dollari.
Così la linea di fondo è che nessuno sa veramente che cosa accadrebbe se il blocco "parziale" diventasse permanente, mentre i lavoratori portuali cercano di fare leva sulla loro influenza sull'economia statunitense, che secondo la commedia finanziaria trasmessa dalla TV è così forte che non dovrebbe avere problemi.
Ad aggravare la situazione, c'è la congestione delle banchine, soprattutto dei porti di Los Angeles e Long Beach, come testimoniano queste foto riprese dal blog di Mike Kelley:







Infine, come fa notare ZeroHedge, per molti economisti, o almeno quelli che si rendono conto che l'economia americana è in una forma di gran lunga peggiore di quella che i dati ufficiali del governo lasciano intendere, un evento "esogeno", come uno sciopero dei porti della West Coast, potrebbe essere un colpo quasi mortale per la "ripresa". Dopo tutto, quale migliore capro espiatorio per la mancanza di crescita di qualche migliaio di lavoratori portuali che semplicemente stanno sfruttando il più possibile il capitalismo ... anche se questo significa, nel contempo, arrestare la catena di distribuzione statunitense.


