Il deficit di leadership globale: le ragioni di una politica incapace di dare risposte efficaci

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Il deficit di leadership globale: le ragioni di una politica incapace di dare risposte efficaci

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Da un viaggio in Europa, Thomas Friedman in The rise of Popularism, torna ad occuparsi del deficit di leadership mondiale, incapace di fornire soluzioni efficaci alla crisi globale. Il columnist del Nyt lo fa questa volta da due nuovi punti di vista: generazionale e tecnologico.
Sotto quest'ultimo aspetto, Friedman sottolinea come i social media ed i smart phones stanno cambiando la natura dell rapporto tra i leader ed i loro popoli: da una conversazione diretta dall'alto al basso, ad una binaria ed interscambiabile. Questo ha molti lati positivi, in particolare maggiore partecipazione, innovazione e trasparenza, ma anche un aspetto negativo e molto pericoloso: i leader che ascoltano così tante voci e seguono i trend in modo continuato possono divenire prigionieri del sistema. Il rischio è che la politica vada esattamente dove sono le persone, non dove pensa sia necessario che vadano. Inoltre, c'è anche il fattore espositivo: ognuno con un cellulare e l'utilizzo dei social media è in grado di divenire un reporter e controllare l'azione di un personaggio politico. Alexander Downer, l'ex ministro degli esteri australiano, ha sottolineato questo aspetto: “La costante interazione con il pubblico rende sempre più difficile prendere decisioni impopolari.”. In tempo di crisi questo aspetto diviene particolarmente grave.
Per quel che riguarda l'elemento generazionale, Friedman sottolinea come siamo passati da una grande generazione che credeva nel risparmio e nell'investimento per il futuro ad una definita Baby Boomer, che ha invece creduto nel prestito e nella spesa oggi. Il contrasto è emblematico, prendendo a riferimento George W. Bush e suo padre George H.W. Bush: quest'ultimo, volontario per la seconda guerra mondiale subito dopo Pearl Harbor, leader durante la guerra fredda — un periodo in cui i politici non potevano certo seguire i sondaggi — e come presidente ha aumentato le tasse per aumentare le protezioni sociali. Suo figlio, al contrario, ha evitato la carriera militare ed è divenuto il primo presidente a tagliare le tasse nel corso non di una guerra, ma due. Quando, prosegue Friedman nella sua analisi, hai una tecnologia che richiede risposte immediate ed una generazione al potere abituata alla gratificazione di breve periodo, ma al tempo stesso hai problemi che richiedono soluzioni con strumenti di lungo periodo, riesci a spiegare finalmente il mismatch odierno in termini di leadership. 
Tutti i governi oggi devono chiedere ai propri cittadini di condividere sacrifici, non benefici. Un compito che richiede statisti sopra la media, che deve iniziare a dire la verità ai propri cittadini. Dov Seidman, presidente di LRN, azienda di consulenza sulla leadership, da tempo sottolinea come “nulla ispira le persone di più della verità”. Molti uomini politici, al contrario, credono che questo aspetto li renderebbe maggiormente vulnerabile, ma sbagliano. “La cosa più importante di quando un leader dice la verità è che si vincola al popolo, perchè crei un vincolo di fiducia alla base della relazione. Quando sei ancorato in verità condivise, inizi insieme a trovare le soluzioni per risolvere i problemi”. Aspetto che manca completamente agli uomini che hanno in mano i destini futuri di America, mondo arabo ed Europa. Dovrebbero iniziare a costruire un sentiero condiviso con i propri cittadini, conclude Friedman, tenendo conto che sono “followers” reali non virtuali. 

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