"Il disastro della Bce è solo in attesa di manifestarsi pienamente". Da Zero Hedge

I prestiti alle famiglie europee crollano ai minimi nell'euro zona della "ripresa"...

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"Il disastro della Bce è solo in attesa di manifestarsi pienamente". Da Zero Hedge

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La creazione di credito resta uno dei principali problemi dell'Europa: quasi 6 anni dopo il crollo di Lehman Brothers, il meccanismo di trasmissione monetaria è bloccata. Data l'assenza di domanda di credito, qualsiasi tentativo da parte di Draghi tramite NIRP, QE, o quello che volete, è destinato a fallire. Con questa premessa Zero Hedge commenta l'ultima espansione TLTRO, il nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine lanciato dalla BCE (se ha mai realmente avuto luogo: richiama il programma OMT che ancora ufficialmente non esiste) e sostiene come non ha ottenuto e mai riuscirà a ottenere nulla per l'economia reale. 
 
 
Ahimè, l'aggiornamento di oggi della BCE sulla evoluzione monetaria nell'area dell'euro è stato desolante come sempre, con l'importantissima serie dei prestiti al settore privato ancora una volta in declino del 2,0% su base annuale, ancora peggio rispetto alla contrazione di aprile di -1,8%, guidata da un crollo dei prestiti alle famiglie di 43 miliardi di euro. Questo è accaduto anche se l'aggregato monetario M3, ormai in gran parte privo di senso,  è aumentato dell' 1,0%, con un incremento rispetto alla variazione di aprile su base annua dello 0,7%.
In altre parole, l'Europa è in cattiva forma come quasi sempre, e la creazione di prestiti è in solo minima parte superiore al suo minimo storico del -2,3% della fine 2013. 


 
Ma questa è solo una parte della storia, quella parte che da tempo abbiamo detto che non cambierà fino a quando non vi sarà una marcata ristrutturazione del debito in Europa, e fino a che i miliardi di crediti inesigibili parcheggiati presso le banche europee saranno in qualche modo alleggeriti. 
Ma le cose si fanno davvero critiche quando si guarda alle componenti effettive della contrazione.
Come spiega Goldman: "I prestiti bancari dell'Area Euro alle società non finanziarie (SNF) sono diminuiti di € 7,6 miliardi a maggio, dopo una contrazione nel mese di aprile di € 6,3 miliardi. Il credito è aumentato in Francia ed è diminuito in Spagna e in Italia, mentre è rimasto sostanzialmente invariato in Germania. [...]"
Fin qui tutto bene. Ma ora arriva la parte risolutiva, la prova che qualsiasi cosa la BCE possa e voglia provare a fare, sarà un completo disastro: i prestiti alle famiglie sono diminuiti di € 42.8 miliardi (il suo più grande calo mai registrato), dopo un aumento di € 5,1 miliardi nel mese di aprile. Questo andamento è principalmente legato ai prestiti per l'acquisto di abitazioni (che non contano ai fini dell'assegnazione alle banche dei finanziamenti TLTRO, il nuovo piano di rifinanziamento a lungo termine lanciato dalla BCE) e riflette il volume delle vendite e i crediti cartolarizzati (se rettificati per questi valori, i prestiti alle famiglie salgono di € 3 miliardi, simile alla cifra di aprile). 


 
 Il declino (su dati non rettificati) si è verificato in Francia, il paese che finora ha evitato qualsiasi attacco del mercato legato alle sue disastrose politiche economiche. 


 
E non solo in Francia: il più grande calo dei prestiti alle società non finanziarie si è verificato in Italia e in Spagna, dove le dinamiche dei prestiti bancari restano deboli, con un ulteriore calo di € 5,1 miliardi e € 3.0 miliardi, rispettivamente (per dati destagionalizzati). I volumi degli impieghi sono rimasti all'incirca invariati in Germania, mentre c'è stato un aumento dei prestiti alle società non finanziarie di € 3,7 miliardi in Francia. Lo stock dei prestiti in essere ha subito una contrazione di oltre il 30% in Spagna e di oltre l'8% in Italia dal luglio 2011. 


 
In breve, non solo l'incubo di Draghi sta per riversarsi sul mondo reale - perché un totale crollo nella formazione dei prestiti alle famiglie nella seconda “migliore” economia d'Europa annuncia chiaramente una situazione incresciosa - ma il disastro BCE è solo in attesa di manifestarsi pienamente. Significa anche che come la BCE cercherà di calcolare i prossimi passi da fare, resterà poi incapace di muoversi, a dimostrazione che le preoccupazioni della BRI sulla idiozia del banchiere centrale erano pienamente meritate, e ci aspettiamo che Francoforte lanci il QE nei prossimi mesi, anche se il settore privato europeo chiaramente non ha garanzie collaterali in eccesso che la BCE possa monetizzare, dato che la stragrande maggioranza del debito parcheggiato nelle varie banche europee è già dato in garanzia presso la BCE.
Certo, è solo quando si è alle strette e non si hanno strade davanti a sé che vengono prese le decisioni più idiote possibili. È per questo che non possiamo aspettare le reazioni della BCE a questi ultimi terribili dati standocene tranquilli sul divano con i popcorn in mano.(Voci dall'estero)

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