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Indagine rivela come gli USA falsificano i documenti per l'invio di armi in Siria

 

La stessa inchiesta rivela che le vendite sono effettuate attraverso una rete commerciale collegata alla criminalità organizzata.


Una relazione congiunta di due gruppi internazionali di controllo sulle armi ha confermato che il Pentagono continua a inviare enormi quantità di armamenti in Siria e che il Dipartimento della Difesa sta aiutando ad eliminare le tracce di tali operazioni.
 
In particolare, 'Progetto di investigazione sulla corruzione e il crimine organizzato' (OCCRP) e la Balkan Investigative Reporting Network (BIRN) hanno fornito prove alle loro indagine dove si giunge alla conclusione che il Pentagono è coinvolto nell'invio di armi a 2,2 miliardi di dollari ai suoi partner in Siria attraverso una rete di distributori privati di dubbia legittimità. Le stesse relazioni hanno anche potuto dimostrare che vari documenti, come i certificati degli utenti finali, sono stati manipolati, presumibilmente per nascondere il coinvolgimento statunitense.
 

 
 
OCCRP e BIRN hanno pubblicato documenti che dimostrano come il Pentagono operi attraverso un grosso circuito commerciale di armi originario dai Balcani e dal Caucaso e che termina in Siria e in Iraq. Questa particolare procedura è parte della campagna statunitense di addestramento, equipaggiamento e e assistenza alle cosiddette 'forze democratiche siriane'.
La verità è che i trasferimenti di armi registrati nello studio sono enormi, e sembrano funzionare da anni.
 
La rivista Foreign Policy, in un articolo sulle indagine della OCCRP e BIRM, osserva che "il Dipartimento della Difesa ha stanziato 584 milioni di dollari specificamente per questa operazione in Siria per gli esercizi 2017 e 2018 e altri 900 milioni di dollari per le munizioni sovietiche fino al 2022. In totale, 2 miliardi, sebbene il flusso di armi ai ribelli siriani probabilmente è sottovalutato nei prossimi anni."
 
Inoltre, è emerso che i fornitori di armi del Pentagono hanno collegamenti alle reti criminali conosciute. Foreign Policy sottolinea che, secondo la relazione, molti dei fornitori di armi sono principalmente nell'Europa orientale, ma anche nelle ex repubbliche sovietiche, tra cui il Kazakistan, la Georgia e l'Ucraina e hanno legami con la criminalità organizzata in tutta Europa e documenti aziendali e irregolari ".
 
Gli analisti coinvolti nello sviluppo di questa indagine credono che questo legame con la criminalità organizzata probabilmente sarà il motivo per il quale il Pentagono ha cercato di modificare i suoi documenti. È anche possibile che gli Stati Uniti vogliono cancellare le tracce del loro coinvolgimento a causa del grande volume di armi che continua a inviare sul campo di battaglia siriano favorisce la proliferazione di gruppi terroristici che poi gli si ritorcono contro, come ampiamente documentato.
 
Fonte: Foreign Policy - http://www.balkaninsight.com
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