Il discorso di Putin al Collegio della Difesa: trionfo sul fronte ucraino e sguardo agli armamenti del futuro

Oltre 300 località liberate nel 2025, il ringraziamento a Pyongyang e l'annuncio dei nuovi sistemi d'arma "unici"

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Il discorso di Putin al Collegio della Difesa: trionfo sul fronte ucraino e sguardo agli armamenti del futuro

La Russia ribadisce la sua forza e guarda al futuro con nuovi sistemi d'arma. In un discorso denso di annunci dinanzi all'alta dirigenza militare riunita per il Collegio del Ministero della Difesa, il Presidente russo Vladimir Putin ha tracciato un bilancio dell'anno di guerra in Ucraina con toni di netta superiorità, delineando al contempo le priorità strategiche di un esercito che si presenta in costante crescita.

L'anno che sta per concludersi, come evidenzia il capo del Cremlino, ha segnato una svolta decisiva. "L'Esercito russo ha conquistato e mantiene saldamente l'iniziativa strategica lungo tutta la linea del fronte", ha dichiarato Putin, evidenziando che le truppe avanzano con sicurezza e "polverizzano" il nemico, comprese le unità d'élite ucraine addestrate e equipaggiate dall'Occidente. A conferma di questa spinta offensiva, il Presidente ha citato la liberazione, solo nel 2025, di oltre trecento insediamenti, tra cui città trasformate in roccaforti dal regime di Kiev.

Oltre al quadro operativo, il cuore del messaggio ha riguardato il potenziale bellico presente e futuro della Russia. Putin ha annunciato che entro la fine dell'anno, quindi nelle prossime due settimane, il nuovo missile ipersonico balistico a raggio intermedio "Orešnik" (Nocciola) verrà posto in servizio di combattimento. Ma gli occhi sono puntati soprattutto sui sistemi strategici di nuova generazione. Il missile da crociera a propulsione nucleare "Burevestnik" (Uccello delle tempeste) e il veicolo subacqueo autonomo "Poseidon" sono stati presentati come armi uniche e irripetibili, destinate a garantire la parità strategica della Russia "per i prossimi decenni". L'ammodernamento delle forze nucleari, ha ribadito Putin, rimane la priorità assoluta per la deterrenza.

Un passaggio di grande rilevanza politica è stato il pubblico ringraziamento rivolto ai militari nordcoreani. Il leader russo ha affermato che, per decisione di Kim Jong Un, soldati della Corea del Nord hanno combattuto "spalla a spalla" con le truppe russe durante le operazioni per la riconquista della regione di Kursk, partecipando anche alle complesse operazioni di sminamento. Una dichiarazione che sancisce ulteriormente l'alleanza militare tra Mosca e Pyongyang sul campo.

L'attacco alla NATO è stato netto e senza mezzi termini. Putin ha accusato l'Alleanza Atlantica di essere il vero motore dietro i guerrafondai ucraini, fornendo assistenza militare, intelligence e mercenari. Le dichiarazioni dei leader occidentali su un presunto confronto inevitabile con la Russia sono state bollate come "menzogna" e "delirio", parte di una strategia per alimentare l'isteria in Europa. A questa tensione geopolitica, definita critica, la Russia risponde con un rafforzamento ininterrotto delle proprie forze e con la volontà di condividere l'esperienza bellica maturata in Ucraina con i propri alleati.

Pur affermando con sicurezza che gli obiettivi dell'"operazione militare speciale" saranno raggiunti, il Presidente ha lasciato come di consuento una porta socchiusa alla via diplomatica. Ha dichiarato che la Russia preferirebbe risolvere le cause del conflitto al tavolo dei negoziati, ma ha avvertito che, in caso di rifiuto dell'altra parte, Mosca conseguirà la liberazione di "quelle che definisce sue terre storiche" con la forza delle armi. Un epilogo che delinea uno scenario di confronto prolungato, sostenuto da una macchina militare che il Cremlino presenta come sempre più potente e tecnologicamente avanzata, pronta a fronteggiare le crescenti minacce di Europa e NATO che nonostante la sconfitta sul campo non hanno ancora abbandonato l'idea di infliggere alla Russia una sconfitta strategica. 

La Redazione de l'AntiDiplomatico

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