Il drammatico Report Caritas 2026: così la povertà in Italia sta cancellando il diritto alla salute
Il Report statistico nazionale 2026 della Caritas andrebbe letto e ponderato con attenzione, poiché ci aiuta a comprendere lo stretto legame tra povertà sanitaria e povertà economica. Ne abbiamo parlato anche a Radio Grad, in una trasmissione ancora inedita: l'argomento merita la massima priorità perché ci ricorda che troppi bisogni sanitari nel nostro Paese rimangono ancora senza risposta. Migliaia di famiglie prese in carico dalla Caritas, infatti, risultano del tutto ignote al Servizio Sanitario Nazionale o alle ASL.
Che piaccia o no, le strutture cattoliche oggi sopperiscono a gravi lacune del welfare, accompagnando uomini e donne in difficoltà a visite specialistiche e garantendo loro farmaci e assistenza. Ma perché il Servizio Sanitario Nazionale non riesce più a garantire questi servizi essenziali? I motivi sono noti a tutti: dai tetti di spesa che bloccano le assunzioni di personale fino a criticità strutturali che colpiscono uffici e ambulatori. Si tratta spesso di problemi di facile soluzione, che tuttavia non vengono affrontati per favorire, in modo più o meno esplicito, i processi di privatizzazione.
In Italia, la povertà non è rappresentata solo dalla mancanza di lavoro o da un reddito insufficiente. Spesso la precarietà lavorativa si traduce in precarietà abitativa e sociale: sono questioni complesse che andrebbero affrontate insieme. Chi vive in condizioni di miseria ha inevitabilmente un minore accesso alle cure. La povertà non è più una condizione provvisoria, ma una dinamica strutturale che investe l'intera esistenza di interi nuclei familiari.
Se oggi hai un contratto part-time, basta una minima riduzione dell'orario per non riuscire a pagare l'affitto e ritrovarsi senza casa. E quando il reddito non basta, i primi tagli colpiscono proprio le spese per l'istruzione e la salute. Quella che un tempo era un'emergenza episodica è diventata una condizione cronica. Di conseguenza, le disuguaglianze sociali si trasformano in vere e proprie inequità della salute. Nel frattempo aumentano le patologie croniche, per la cura delle quali un tempo esisteva un sistema pubblico attrezzato. Siamo davanti a un baratro, e il rischio è di cadere tutti.


