Il fallimento delle nuove regole bancarie europee al primo test in Portogallo. A. Evans-Pritchard

"Coloro che hanno fatto crollare il Banco Espirito Santo se ne andranno via con i proventi, e la gente comune pagherà"

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Il fallimento delle nuove regole bancarie europee al primo test in Portogallo. A. Evans-Pritchard

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Nella prima prova importante sulle nuove norme dell'UE in materia di fallimenti bancari, il salvataggio fatto dal Portogallo del Banco Espirito Santo da 4,9 miliardi di euro ha scaricato sui contribuenti le grandi perdite, mentre ha risparmiato gli obbligazionisti senior. Tanto che i partiti d'opposizione hanno accusato il premier Pedro Passos Coelho di cedere alle élite bancarie. "Viviamo in una democrazia, non in una bancocrazia. E' inaccettabile che il primo ministro prenda i soldi dagli stipendi dei lavoratori e dalle pensioni, per convogliarli in una banca privata", ha dichiarato Catarina Martins, leader del Blocco di sinistra.
 
Con questa lunga premessa, Ambrose Evans Pritchard sul Telegraph scrive come lo scorso anno i funzionari europei avevano promesso che i contribuenti non avrebbero mai più dovuto affrontare perdite derivanti da un fallimento bancario, fino a quando tutti i creditori e i depositanti non garantiti non fossero stati chiamati in causa per primi. Sembra però che al primo segno di guai in arrivo abbiano fatto retromarcia, optando per delle condizioni morbide, piuttosto che per le misure draconiane imposte a Cipro.
 
Le nuove regole di "bail-in" dell'UE non entreranno in vigore fino al 2016, ma si presumeva che il principio generale sarebbe stato rispettato. Carlos Costa, il governatore della banca centrale del Portogallo, ha spiegato il salvataggio indicando come Lisbona sia stata costretta ad agire dopo che i creditori hanno rivelato delle perdite shock derivanti dall'esposizione verso l'impero della famiglia dell'Espirito Santo. Il Tier 1 capital ratio era crollato al 5pc, ben al di sotto del minimo 8pc.
 
Il salvataggio solleva nuovi dubbi, prosegue Evans-Pritchard, sul reale stato di salute delle banche, dato che il Portogallo si trova alle prese con la deflazione del debito e con un peso del debito pubblico e privato vicino al 380% del PIL, il rapporto più alto in Europa. Il piano divide Espirito Santo in una bad bank che detiene i titoli tossici, e Novo Banco per i depositanti normali. Lo Stato inietterà € 4,5 miliardi di denaro pubblico, attingendo ai fondi UE-FMI destinati alle ricapitalizzazioni bancarie. Ciò porterà ad aumentare l'indebitamento netto del Portogallo al 3pc del PIL.
 
Passos Coelho ha detto che il denaro verrà recuperato quando la nuova banca sarà venduta, insistendo sul fatto che non ci saranno costi aggiuntivi per il contribuente. Altre banche portoghesi dovranno coprire eventuali deficit attraverso un fondo di risoluzione. Megan Greene, di Maverick Intelligence, ha detto che questo è un pio desiderio: "Le perdite potrebbero essere molto più grandi di quanto si pensi. La cosa è stranamente simile a quello che è successo in Irlanda, e penso che i contribuenti finiranno per pagare il conto". Francesca Coppola ha sostenuto che il piano non riesce ad affrontare il moral hazard e i guai per lo Stato portoghese non sono finiti. "Coloro che hanno fatto crollare il Banco Espirito Santo se ne andranno via con i proventi, e la gente comune pagherà", ha detto.

Per la traduzione completa dell'articolo di Ambrose Evans-Pritchard si rimanda e si ringrazia Voci dall'estero

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