"Il Fmi e la Bce non possono impedire la prossima crisi dell'euro". Martin Armstrong

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"Il Fmi e la Bce non possono impedire la prossima crisi dell'euro". Martin Armstrong

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Martin Armstrong sul suo blog commenta il crollo dei mercati borsistici avvenuti in Europa questa settimana. In Grecia, in particolare, i tassi d'interesse sui titoli obbligazionari sono cresciuti fino al 9%; il Premier Antonis Samaras ha per pochi voti superato un voto di fiducia e ogni ulteriore taglio al sistema sociale non è più attuabile per una popolazione allo stremo.
 
La Spagna ha visto i suoi tassi d'interesse sul debito impennarsi, così come Portogallo (+13%), Irlanda (+13.5%) e Italia (+9.9%). I tassi d'interesse di questi paesi erano a livelli record artificiali per l'intervento di Draghi: i titoli a 10 anni spagnoli vengono scambiati al 2.29%, l'Irlanda 1.94% e l'Italia 2.64%. Si tratta di valori che non corrispondono ancora alla realtà ed è, secondo Armstrong, una bolla incredibile e insostenibile.
 
Questa situazione dimostra in particolare come in Europa gli investitori hanno iniziato ad aver paura di nuove elezioni e non credono minimamente sulla capacità della Bce di salvare i paesi dell'euro. Anche Angela Merkel è stata costretta ad ammettere che la crisi dell'euro non è ancora finita. Lo scenario resta, conclude Armstrong, molto cupo e la conclusione è che né il Fondo Monetario Internazionale, né la Banca centrale europea (quella Troika che i collaborazionisti italiani alla Scalfari invocano anche per il nostro paese) non possono prevenire la prossima crisi dell'euro.

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