Il 'Gabinetto di guerra' della Grecia si prepara a combattere i creditori dell'UE. Evans-Pritchard
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Il "Gabinetto di guerra" della Grecia ha deciso di sfidare le potenze creditrici europee dopo una riunione di nove ore, scrive sul Telegraph Ambrose Evans-Pritchard.
Il Premier Alexis Tsipras e le figure di spicco del movimento Syriza hanno accettato di difendere le loro "linee rosse" sulle pensioni e la contrattazione collettiva e prepararsi per la battaglia, quali che siano le conseguenze, ritenendo che la politica del ramoscello d'ulivo di queste ultime settimane sia arrivata ad un punto morto.
Il governo Syriza sa che questa è una strategia ad alto rischio. Le casse greche sono vuote e i fondi sequestrati alle autorità locali e agli enti statali andranno presto esauriti.
I sindaci della Grecia hanno avvertito durante il fine settimana che non trasferiranno più fondi al governo centrale. Il ministero delle Finanze greco deve versare al Fondo Monetario Internazionale € 750 milioni di euro domani, la prima di una serie di scadenze fino ad agosto.
Il Consiglio di guerra si è tenuto un giorno prima che la squadra greca a tre teste - il vice premier Giannis Dragasakis, il ministro delle finanze Yanis Varoufakis e il vice ministro degli esteri Euclid Tsakalotos - partisse per Bruxelles per un incontro cruciale con i ministri dell'Eurogruppo.
Il tempo sta per scadere per un accordo che apre la strada per l'erogazione di 7,2 miliardi di euro in virtù di un accordo provvisorio, in scadenza nel mese di giugno. Resta difficile capire come le due parti possano ridurre le loro enormi differenze su un nuovo programma di salvataggio, che deve essere negoziato e poi approvato dai parlamenti degli Stati creditori.
Il Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble ha detto durante il fine settimana che la Grecia rischiava il default a meno che non ci fosse una svolta al più presto.
Funzionari greci ribattono che si tratta di un equivoco concettuale da parte delle autorità tedesche e del nord Europa. I funzionari dicono che Syriza può deliberatamente innescare il più grande default sovrano se spinta troppo oltre, giungendo alla conclusione che si tratta di un risultato migliore rispetto ad un'umiliazione nazionale e al tradimento dei voto del popolo greco.
I funzionari dicono che il presidente russo Vladimir Putin ha offerto alla Grecia circa 2 miliardi per spianare la strada per il cosiddetto gasdotto "Turkish Stream". Anche se questo potrebbe consentire alla Grecia di rispettare i pagamenti con il FMI a maggio e giugno, non risolverebbe nessuno dei problemi della Grecia.


L'implicita contropartita sarebbe un veto greco su una estensione delle sanzioni occidentali contro la Russia. Tale decisione approfondirebbe lo strappo con l'Europa e farebbe infuriare la Casa Bianca di Obama, che ha ancora un pò di simpatia per Syriza.
Minute trapelate del FMI confermano che il paese è stato trattato male e aveva bisogno di immediato sollievo per uscire da un circolo vizioso, ma i poteri europei non hanno mai riconosciuto la loro responsabilità per la debacle.
Le dinamiche politiche sono diventate velenose perché quello che era in origine una disputa tra investitori privati e statali greci si è trasformata in una controversia tra la Grecia e il resto della zona euro a causa del meccanismo di salvataggio.
E' chiaro che, se l'Europa non ascolterà gli avvertimenti del FMI, il governo greco potrebbe presto prendere da solo la decisione sul cosa fare.
Il quotidiano greco Kathemirini ha riferito che l'Eurogruppo sta elaborando un piano B che sarà presentato a Syriza come un "ultimatum", senza offrire nessun compromesso per rompere l'impasse.
I greci vogliono rimanere nell'euro ma si sentono anche profondamente offesi di essere stati sacrificati nel 2010, costretti ad accettare quello che ritengono essere un pacchetto di ingiusti prestiti per salvare l'euro e il sistema bancario nord-europeo.
Minute trapelate del FMI confermano che il paese è stato trattato male e aveva bisogno di immediato sollievo per uscire da un circolo vizioso, ma i poteri europei non hanno mai riconosciuto la loro responsabilità per la debacle.
Le dinamiche politiche sono diventate velenose perché quello che era in origine una disputa tra investitori privati e statali greci si è trasformata in una controversia tra la Grecia e il resto della zona euro a causa del meccanismo di salvataggio.
Ogni ulteriore riduzione del debito sarebbe a spese dei contribuenti europei, qualcosa che il cancelliere tedesco Angela Merkel e altri leader hanno detto non sarebbe mai accaduto. Eppure quasi certamente accadrà. Il FMI ha minacciato di abbandonare il processo a meno che non si valuti ristrutturazione del debito pubblico in Grecia.
E' chiaro che, se l'Europa non ascolterà gli avvertimenti del FMI, il governo greco potrebbe presto prendere da solo la decisione sul cosa fare.


