Il gas di scisto per eliminare la dipendenza da Mosca: le pressioni sull'Ue
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Markus Beyrer, segretario generale di BusinessEurope, ha chiesto ai leader europei e alle parti interessate di essere “meno emotivi” sulle esplorazioni e l’estrazione del gas di scisto – il cosiddetto fracking sui i cui effetti negativi e l'irrilevanza economica vi abbiamo dato conto qui e qui - al fine di assicurare all’Europa una sorta di indipendenza energetica. “Crediamo che sia necessario bilanciare le politiche sul clima, ma anche competitività dei costi e sicurezza dell’approvvigionamento. Per quanto riguarda quest’ultima questione, è stato aggiunto un ulteriore elemento di dipendenza esterna”, ha dichiarato ad Euractiv in un’intervista, riferendosi al conflitto tra Mosca e Kiev.
Secondo Beyrer, non ci sono ancora abbastanza dati scientifici per sostenere l’opposizione a fonti non convenzionali, come lo scisto. Il capo dell’organizzazione europea propone un approccio basato sul controllo dei rischi: “…Pensiamo ci sia una chiara possibilità di controllare i rischi ma al fine di andare avanti, abbiamo almeno bisogno di esplorare…solo in seguito trovare soluzioni ai problemi”. Gli attivisti verdi sostengono che la porzione del gas di scisto nel mix energetico sarebbe marginale e, pertanto, non risolverebbe i problemi legati alla sicurezza energetica. Inoltre si tratterebbe di una tecnica di estrazione estremamente costosa “Quando cominci a estrarre, la produzione si esaurisce così in fretta da richiedere la perforazione di ulteriori pozzi per far rimanere la produzione costante e questo è molto costoso. Negli Stati Uniti nel 2012 sono stati creati 30.000 nuovi pozzi”.
Secondo Friends of Earth non sarebbe da trascurare il fatto che in Europa il costo della perforazione sarebbe molto più elevato che negli Stati Uniti a causa delle caratteristiche geologiche europee. Per gli ambientalisti l’Europa dovrebbe puntare a migliorare l’efficienza energetica: secondo uno studio, “ambiziose politiche di risparmio energetico potrebbero portare a risparmiare 250 miliardi di euro entro il 2030”.


