Il Governatore della Florida firma una legge in odore di incostituzionalità, che proibisce commerci con Cuba e Siria
Una legge quantomeno controversa è quella che l’attuale governatore repubblicano della Florida Rick Scott ha promulgato in questi giorni e che secondo alcuni analisti deve considerarsi un fallimento. La norma prevede infatti il divieto per le imprese statunitensi dello stato di stipulare contratti e più in generale fare affari con Cuba e Siria. Le leggi americane che hanno come oggetto il commercio con l’estero sono di competenza federale e quindi devono essere sottoposte al vaglio del Congresso e firmate dal Presidente prima di essere approvate. Firmata davanti alle telecamere nella Downtown di Miami la FHB 959 questo è il nome della norma potrebbe dimostrarsi un autogol per il Governatore, ex socio di una grande impresa di assistenza sanitaria.
Sia la Camera di Commercio di Miami che alcuni analisti finanziari hanno obiettato la negatività di messaggi che questa legge invierebbe con conseguenze e ripercussioni devastanti sull’economia tanto dello stato che del paese qualora e forse non avverrà, venisse approvata. Inoltre vista la portata legislativa che violerebbe competenze afferenti al potere di un singolo stato potrebbe già prefigurarsi un ipotesi di incostituzionalità. E’un momento difficile poi per le relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti che dopo alcuni elementi di disgelo con l’avvicendamento tra Fidel ed il fratello Raul Castro sono ripiombate nell’oscurità sia dopo l’aumento di arresti di dissidenti da parte del governo dell’isola caraibica sia dopo l’arresto di un cittadino americano, attualmente sotto processo, ritenuto dalle autorità cubane un agente segreto al servizio della CIA che tentava di fornire mezzi di comunicazione proprio a coloro che “tramerebbero” contro l'Avana.


