“Il governo deve proteggere la sovranità nazionale”, il premier malese Najib Razak ordina l'attacco nel Borneo
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Il primo ministro della Malesia ha deciso martedì di agire con un'azione di forza per riconquistare il piccolo villaggio costiero dell’isola del Borneo, occupato a gennaio da 200 filippini, membri di un esercito privato proveniente dalla provincia di Sulu. Guidati dal fratello del sultano di Sulu, Jamalul Kiran III l'“Esercito Reale di Sulu” rivendica la sovranità dell’intera regione del Sabah, che durante il Diciannovesimo secolo, prima di essere protettorato britannico, era appartenuta per secoli al sultanato di Sulu.
Il capo della polizia malese, Ismail Omar, riporta il sito on line di al Jazeera, ha precisato come l’attacco non abbia causato feriti tra le forze di sicurezza malesi, ma non ha fornito ulteriori dettagli sui danni inflitti ai filippini. La vicenda era stata considerata inizialmente come un’azione isolata e innocua, ma col passare dei giorni, però, la situazione è diventata sempre più tesa e delicata ed ha già causato la morte di 27 persone.
Il ministro degli Esteri filippino, Albert del Rosario, ha incontrato a Kuala Lumpur la sua controparte malese, dissociandosi dalle rivendicazioni del gruppo di Kiran. La questione rimane molto delicata per la presenza di notevoli materie prime nello stato del Sabah, dove ConocoPhillips e Shell hanno investito milioni di dollari per sviluppare campi petroliferi e di gas, mentre le aziende cinese stanno costruendo impianti idroelettrici.


