"Il governo non fa nulla per eliminare i terroristi", Mohsin Ali, un ragazzo sciita di Karachi. Afp
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Le autorità governative di Karachi, la principale città del Pakistan, ha indetto lunedì una giornata di lutto nazionale per le 45 persone uccise ieri nel quartiere sciita di Abbas Town. Scuole, mercati ed istituzioni pubbliche resteranno chiusi. Le bombe esplose ieri hanno colpito due palazzi e tra i 45 morti erano presenti diverse donne e bambini. I sopravvissuti alle macerie sono stati spostati lunedì nelle scuole limitrofe. Riporta Afp.
Nessuna rivendicazione è arrivata ancora al governo pakistano, anche se gli analisti sottolineano come sia chiara la matrice del gruppo sunnita Lashkar-e-Jhangvi, già responsabile dei diversi attacchi a Quetta nei giorni scorsi. Gli sciiti criticano il governo sull'incapacità di prevenire questi attacchi.
Le violenze avvengono in una fase politica cruciale per il Pakistan – tra due settimane il Parlamento verrà sciolto in vista delle elezioni nazionali – ed aumentano i dubbi sulla capacità del paese di mantenere la sicurezza interna. Solo a Karachi, l'anno scorso sono morte 2,200 persone dagli scontri etnici.
Le violenze avvengono in una fase politica cruciale per il Pakistan – tra due settimane il Parlamento verrà sciolto in vista delle elezioni nazionali – ed aumentano i dubbi sulla capacità del paese di mantenere la sicurezza interna. Solo a Karachi, l'anno scorso sono morte 2,200 persone dagli scontri etnici.


