"Il governo non fermerà mai i nostri attacchi", i talebani rivendicano l'attentato in Pakistan contro la minoranza sciita
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Nella città di Dera Ismail Khan, in una zona a grande militanza sunnita, una bomba è esplosa mentre passava una processione sciita. Il primo bilancio è di sette morti e 17 feriti. I talebani hanno rivendicato sabato mattina l'attentato in una telefonata con l'agenzia AFP. "Abbiamo organizzato le violenze contro la minoranza sciita", ha dichiarato il portavoce Ehsanullah Ehsan dopo l'esplosione. “Sono pronti altri 20-25 fidayeen (membri pronti ad immolarsi) per nuovi attacchi suicidi contro i sciiti. Il governo può fare quello che vuole, ma non può fermare i nostri attacchi".
Il presidente Asif Ali Zardari ha subito condannato l'attentato e le autorità di polizia hanno messo sotto controllo molte città del Pakistan, in particolare Islamabad e Karachi, temendo altri attacchi in occasione del Muharram, il mese sacro agli sciiti, che ricordano il martirio di Alì, il genero di Maometto, alla base della loro tradizione.


