Il grande bluff del conflitto tra giovani e anziani: chi guadagna davvero dal taglio delle pensioni

961
Il grande bluff del conflitto tra giovani e anziani: chi guadagna davvero dal taglio delle pensioni

I nostri articoli saranno gratuiti per sempre. Il tuo contributo fa la differenza: preserva la libera informazione. L'ANTIDIPLOMATICO SEI ANCHE TU!

OPPURE

 

La vera sfida per i prossimi anni sarà la tenuta del sistema previdenziale, minacciato dal progressivo innalzamento dell’età pensionabile e dall’aumento costante del numero di anziani che lasciano il mondo del lavoro per sopraggiunti limiti di età.

È ormai acclarato che le riforme previdenziali nascono con l'unico obiettivo di tagliare la spesa pubblica, depauperando gli assegni futuri attraverso il sistema contributivo, che ha definitivamente soppiantato il vecchio metodo retributivo, liquidato come "troppo vantaggioso". Le pensioni di domani, infatti, si pagano con i contributi di chi lavora oggi, secondo il meccanismo della "ripartizione". Il vero ostacolo attuale è però la mancanza di coesione sociale, alimentata ad arte attraverso un finto conflitto intergenerazionale. Si tratta di una frattura creata a tavolino per accelerare la transizione al contributivo, terrorizzando i cittadini con lo scenario distopico di un'Inps svuotata e senza risorse.

Il sistema a ripartizione nacque nel 1952: il fascismo aveva dilapidato le casse pubbliche con l'economia di guerra e questo modello apparve come l'unica soluzione per garantire la tenuta previdenziale ed evitare gravissimi conflitti sociali. Oggi, però, l'aumento dei pensionati rispetto alla forza lavoro attiva rischia di far saltare l'equilibrio tra entrate e uscite. Non va dimenticato che quel 33% di contribuzione sulla retribuzione lorda imponibile è a carico dei datori di lavoro per quasi il 24%, una quota da sempre giudicata eccessiva dal padronato.

Allo stesso tempo, molti dimenticano che una buona parte degli attuali assegni previdenziali supera di poco i 1.000 euro al mese, a fronte di tasse pagate dai pensionati che ammontano a circa 53 miliardi di euro: un ritorno economico pesantissimo per le casse dello Stato.

In prospettiva, lo scenario si fa cupo. Non solo l'importo degli assegni è destinato a crollare a causa di carriere frammentate, lunghi periodi di disoccupazione e part-time involontari, ma l'età di uscita dal mondo del lavoro potrebbe slittare stabilmente verso i 70 anni, magari incentivando su base volontaria chi decide di posticipare il riposo. Nel frattempo, il Paese deve fare i conti con un drammatico crollo demografico e con l'esplosione dei contratti part-time, fattori che riducono sia i contributi versati oggi, sia il valore delle pensioni di domani.

Le previsioni a lungo termine sono tutt'altro che incoraggianti: da qui a vent'anni la spesa previdenziale aumenterà di un punto e mezzo in percentuale rispetto al PIL, mentre resta un'enigma quanti saranno i futuri occupati. È esattamente su questo crinale che si giocherà la scommessa dei prossimi lustri.

Federico Giusti

Federico Giusti

Federico Giusti nasce a Pisa nel 1966, si laurea in letteratura italiana e subito dopo inizia a lavorare come precario per poi entrare in Comune nel 1999.

Delegato sindacale prima dei Cobas e oggi della Cub è stato attivo nei movimenti studenteschi e per il diritto all'abitare Oggi fa parte dell'ufficio stampa dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e dell'università, ha dato vita a un gruppo di studio con Emiliano Gentili e Stefano Macera ed è tra gli animatori di Radio Grad. E' sposato con figli e nipoti.

ATTENZIONE!

Abbiamo poco tempo per reagire alla dittatura degli algoritmi.
La censura imposta a l'AntiDiplomatico lede un tuo diritto fondamentale.
Rivendica una vera informazione pluralista.
Partecipa alla nostra Lunga Marcia.

oppure effettua una donazione

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante di Fabrizio Verde Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Porfirio Hernández: un maestro, un amico, un militante

Dorsi e ridorsi della storia di Michelangelo Severgnini Dorsi e ridorsi della storia

Dorsi e ridorsi della storia

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre   Una finestra aperta Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Oltre 50.000 km di alta velocità: la Cina che corre

Il "dissenso" e le prossime elezioni di Francesco Santoianni Il "dissenso" e le prossime elezioni

Il "dissenso" e le prossime elezioni

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono di Raffaella Milandri 250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

250 anni d’America sul Time. Ma i nativi non ci sono

Halloween e il fascismo di Francesco Erspamer  Halloween e il fascismo

Halloween e il fascismo

CIABATTE E GINOCCHIERE di Alessandro Mariani CIABATTE E GINOCCHIERE

CIABATTE E GINOCCHIERE

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento di Giuseppe Giannini L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

L'estate degli italiani tra vacanze e sfruttamento

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia di Antonio Di Siena La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

La dittatura dei B&B e la svendita della Puglia

Il peggiore dei crimini possibili di Gilberto Trombetta Il peggiore dei crimini possibili

Il peggiore dei crimini possibili

FRIEDMAN HA VINTO di  Leo Essen FRIEDMAN HA VINTO

FRIEDMAN HA VINTO

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale di Giorgio Cremaschi Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Zelensky e Netanyahu: la guerra come necessità vitale

Registrati alla nostra newsletter

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti i nostri aggiornamenti