Il messaggio del Segretario di ALBA-TCP all'Europa: "Non fidatevi di chi vi dice che il sistema è irreversibile"

Come nell'America Latina che si è emancipata dal "Washington consensus anche nella zona euro "non esiste un modo convenzionale ma serve una rottura con il passato"

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Il messaggio del Segretario di ALBA-TCP all'Europa: "Non fidatevi di chi vi dice che il sistema è irreversibile"

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Partecipando alla Conferenza l'”Alba di una nuova Europa” organizzato dalla Commissione Affari esteri del Movimento 5 stelle venerdì scorso, il segretario Generale dell'ALBA-TCP, Bernardo Alvarez, ha spiegato come il percorso d'integrazione intrapreso dai paesi dell'America latina è esportabile anche in Europa in questa fase storico precisa. 
Nel continente americano prima esisteva quello che poteva essere definito, secondo il Segretario Generale, una "democrazia delle elites": tutto il controllo era nelle mani di alcune elites politiche, economiche e finanziarie. Nei paesi andini questo si concretizzava nel fatto che i candidati presidenti erano tutti bancari, proprietari di mass media o grandi magnati come Sanchez in Bolivia. E anche chi a parole si dichiarava ostile come Caldera in Venezuela (un Renzi di oggi), si piegava senza resistenza al “Washington Consensus”, al modello neo-liberale dominante. In tutti i paesi si trattava di consegnare la sovranità economica, eliminare tutte le leggi di protezione delle risorse energetiche (in particolare petrolio) e lasciare che a governare fosse uno stato nello stato. Non molte differenze, insomma, con l'Europa della Troika di oggi.
 
Quando nel 2004 Venezuela e Cuba crearono ALBA, prosegue Bernardo Alvarez, "nei consessi internazionali ci prendevano in giro". Ma ottenne subito un grande successo, bloccando il mercato unico che voleva George W. Bush: il famigerato ALCA.

Alba è stato questo: rompere uno schema considerato irriversibile, più o meno le stesse parole che Draghi utilizza per la zona euro. Tutti erano d'accordo sulla crisi sistemica, spiega ancora Alvarez, ma nessun economista era in grado di dare soluzioni se non rassegnarsi all'inevitabile. Come si usciva dunque? Non esisteva un modo convenzionale ma serviva una rottura con il passato.
 
Oggi, dopo quasi dieci anni dalla sua creazione, i paesi ALBA rappresentano un punto di riferimento per quello che viene considerato il nuovo costituzialismo e da un punto di vista internazionale è portatore di relazioni e polarità per la pace e prosperità dei popoli del mondo. Nell'ultima riunione Celac, prosegue Alvarez, l'America Latina si è proclamata una zona di pace: il governo di Cuba e quello venezuelano, accusati di essere terroristi e violatori dei diritti umani, sono oggi i due principali garanti del processo di pace in Colombia condotto da Juan Manuel Santos. 
 
Il cammino indipendente, nuotare controcorrente sono le parole che Alvarez ripete più spesso.  Se c'è un messaggio all'Europa, il Segretario non ha dubbi: “noi abbiamo avuto il coraggio di rompere per riappropriarci dei principi solidaristici e umanistici a discapito di quelli invisibili del mercato e la situazione è molto migliorata”.   Solo per fare un esempio, in Venezuela c'erano due milioni di persone senza carta d'identità - maggiore esclusione possibile – e nelle urne intere fasce della popolazione non potevano arrivare per impossibilità territoriali. 
 
ALBA è l'esempio di come un modello di integrazione diverso dalle classiche Organizzazioni internazionali possa funzionare. "Bisogna iniziare da una battaglia sociale, è il messaggio all'Europa. Se gli economisti vi dicono che non si può fare, andate avanti e iniziate dalla campagna sociale”, conclude Bernardo Alvarez rivolgendosi direttamente a tutti i paesi dell'Europa del sud prima di trasformarsi nel "giardino di casa" di Bruxelles, Berlino e Francoforte.

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