Il Messico ospita i "cuccioli dell'Impero" e da carnefice passa a difensore di democrazia e diritti
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Sa il governo messicano chi è Leopoldo Lopez? Si domanda Angel Guerra nel suo ultimo articolo per Telesur nel commentare la visita della moglie del golpista e terrorista venezuelano, Lillian Tintori, in pompa magna presso il Cancelliere Claudia Ruiz Massieu. L'AntiDiplomatico ve ne aveva già riferito.
Tintori, scrive l'analista, fa parte del teatrino internazionale, realizzato dalla CIA per denunciare la presunta prigionia politica del marito. Questo è quello che sottolineano tutti i giorni gli ultra-reazionari Mauricio Macri, Mariano Rajoy e, naturalmente, il vice presidente dell'impero, Joseph Biden. Con Aznar e Felipe González sempre pronti a qualche dichiarazione in suo sostegno. In Italia ci sono mozioni firmate da decine di deputati del Pd a fare il fedele gioco del padrone.
La signora Tintori è stata inoltre accolta con favore dal presidente del PRI e ha ricevuto un omaggio al Senato con le congratulazioni dei due principali partiti del paese. Una vera star nel suo viaggio in Messico.
Quello che l'Ambasciata del Messico a Caracas non ha informato al suo governo, prosegue correttamente Guerra, è che Lopez, come sindaco di Chacao, è stato un giocatore di primo piano nel fallito colpo di stato del 11 aprile 2002 contro il presidente Hugo Chavez. Quello che l'Ambasciata del Messico a Caracas non ha informato al suo governo è che Lopez è stato uno dei firmatari del cosiddetto decreto Carmona con il quale era stato deciso lo scioglimento del governo e la nomina di presidente de facto di Pedro Carmona, leader al momento della famigerata camera di commercio FEDECAMARAS. Nel frattempo, Chavez, il presidente costituzionale, rimaneva rapito dai ribelli.
Quello che l'Ambasciata del Messico a Caracas non ha informato al suo governo è che Lopez nel 2004 ha ribadito la sua vocazione golpista dichiarando "dell'11 aprile ognuno di noi dovrebbe essere orgoglioso. Non so se c'è qualcuno che non è orgoglioso del 11 aprile." E' anche noto come Lopez fosse il leader e di un progetto eversivo “Exit” attivatosi il 12 febbraio del 2014, che ha cercato di rovesciare il presidente Nicolas Maduro attraverso le famigerate Guarimbas. Lopez è direttamente responsabile della morte di 43 persone, tra cui militanti Chavez e membri delle forze di sicurezza e di centinaia e centinaia di feriti. Negli uccisioni e scontri, che hanno causato ingenti danni alla proprietà pubblica e privata e circondato e terrorizzato interi quartieri della classe media di Caracas, sono intervenuti mercenari, tra cui paramilitari colombiani e cecchini e professionisti. Di tutto questo il governo messicano era a conoscenza? E perché non ha invitato i rappresentanti del Comitato delle Guarimbas.
Quello che è certo che quando i tribunali venezuelani hanno condannato Leopoldo Lopez a 13 anni di prigione hanno punito questa orgia di sangue e di terrore. Leopoldo Lopez, un "cucciolo dell'impero" di oggi, come lo definisce Guerra, serve a ripristinare in America Latina la lunga notte neo-liberale.
Di tutto questo il governo messicano è pienamente a conoscenza e quindi, da fedele suddito Nafta, gioca la sua parte. E intanto, mentre avviene tutto questo, in Messico vivono due milioni di persone in condizioni di semi-schiavitù, il 60% della popolazione (112 milioni di persone) è in condizione di povertà, ci sono 25 mila dispersi e l'Unesco proprio questa settimana ha richiamato pesantemente il governo a garantire la sicurezza della professione dei giornalisti – il paese “vanta” il maggior numero di giornalisti morti nel 2015. Ma di tutto questo nel mondo che si crede libero non si sa nulla. Nessun articolo, nessuna trasmissione di approfondimento. E' il beneficio che si gode nell'essere un fedele servo del neo-liberismo, si passa sempre da carnefice a “difensore dei diritti umani” e si può ospitare le moglie dei “cuccioli” dell'impero (terroristi) facendo la morale sui diritti e democrazia.
Di tutto questo il governo messicano è pienamente a conoscenza e quindi, da fedele suddito Nafta, gioca la sua parte. E intanto, mentre avviene tutto questo, in Messico vivono due milioni di persone in condizioni di semi-schiavitù, il 60% della popolazione (112 milioni di persone) è in condizione di povertà, ci sono 25 mila dispersi e l'Unesco proprio questa settimana ha richiamato pesantemente il governo a garantire la sicurezza della professione dei giornalisti – il paese “vanta” il maggior numero di giornalisti morti nel 2015. Ma di tutto questo nel mondo che si crede libero non si sa nulla. Nessun articolo, nessuna trasmissione di approfondimento. E' il beneficio che si gode nell'essere un fedele servo del neo-liberismo, si passa sempre da carnefice a “difensore dei diritti umani” e si può ospitare le moglie dei “cuccioli” dell'impero (terroristi) facendo la morale sui diritti e democrazia.


