Il Ministero degli Esteri del Venezuela respinge l'aggressione dei quotidiani New York Times e Washington Post
La vicenda può essere inquadrata nella campagna diffamatoria che accompagna la guerra economica contro il Venezuela
Continuano senza sosta le manovre destabilizzatrici volte a colpire il governo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, guidato da Nicolás Maduro. A scagliarsi contro la nazione caraibica sono i quotidiani statunitensi New York Times e Washington Post, con due articoli «vergognosi», come li definisce un comunicato emesso dal Ministero degli Esteri del Venezuela.
Si legge nel comunicato: «I quotidiani 'The New York Times' e 'The Washington Post' si sono scagliati contro il Venezuela attraverso due editoriali sulla chiusura della frontiera con la Colombia. Si tratta di testi fondamentali per comprendere il ruolo cruciale dei grandi mezzi di comunicazione nella costruzione del discorso imperiale sulla Nuestra América. Due testi vergognosi».
Inoltre, viene spiegato a quali interessi rispondano gli attacchi: «Gli obiettivi degli attacchi sono il Presidente Maduro e il Governo Bolivariano (…) Leggendo i due editoriali si evince immediatamente che quelli di New York e Washington sono quotidiani dell'oligarchia colombiana nemica storica del Venezuela. Un'oligarchia che oggi si è convertita al narcotraffico. Álvaro Uribe Vélez, casualmente, non viene chiamato in causa in nessuno dei due editoriali.
(…) Questi due quotidiani, che potrebbero essere uno solo, vogliono convincere i propri lettori che il problema della frontiera è stato creato, inventato dal presidente Nicolás Maduro come una distrazione in vista delle elezioni, che al confine non vi era alcun problema prima della decisione di chiuderlo. Questo messaggio che riecheggia quello di un precedente reportage del NYT, pretende di occultare il dramma della guerra civile che la Colombia ha vissuto per decenni, il paramilitarismo criminale che ha provocato milioni di poveri sfollati e l'emigrazione di massa dei colombiani, dei quali sei milioni vivono in Venezuela come nostri fratelli, godendo di tutti i vantaggi dei programmi sociali che la Rivoluzione ha dato al suo popolo.
La campagna di questi giornali è un altro capitolo della cospirazione mediatica contro il Venezuela e la sua Rivoluzione a cui ci siamo abituati, ma non ci impedirà di costruire un confine di pace per colombiani e venezuelani.
Oggi come non mai dobbiamo allertare il popolo fratello colombiano con le parole di Malcom X, che non leggeranno mai sul New York Times o sul Washington Post: 'Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono'».


