Il monito di Schauble ad Atene. Ma il debito è nuovamente fuori controllo
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Ambrose Evans-Pritchard sul Telegraph di oggi scrive come il viaggio blindato del Ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ad Atene è servito come monito preciso per il governo Samaras: Atene dimentichi una cancellazione parziale del debito. “Se si prendono degli impegni e poi si discute di questo, allora si è dei bugiardi. Così facendo, distruggerete ogni fiducia".
Ammettendo che alla fine potrà aver bisogno di un secondo pacchetto di salvataggio, con il debito pubblico che quest’anno salirà al 176% del Pil, superiore al livello del primo default, Schauble, prosegue nel suo articolo Ambrose Evans-Pritchard, ha chiesto una spinta maggiore per il piano di privatizzazioni ad un paese dove è considerato il principale artefice di una politica causa del settimo anno di recessione e di un dramma sociale senza fine: l’economia avrà quest'anno una contrazione del 27% dal suo picco. Il FMI ha previsto per quest’anno una contrazione del 4.2%. Il think tank greco IOBE – più accurato nelle sue previsioni – si aspetta un calo del 5%, e possibilmente del 7%.
Schäuble ha detto che l’unica opzione per la Grecia è di attenersi a riforme rigorose e ripristinare la competitività tagliando il bilancio così come Berlino ha fatto per uscire dalla sua crisi di inizio anni 2000. Il Professore Yanis Varoufakis, dell’ Università di Atene ha precisato però come il paragone confonde due situazioni diverse e ripete la storia ormai screditata che la crisi dell’Europa ha origine da eccessi di spesa da parte dei paesi del sud, piuttosto che da cicli disallineati e da flussi di capitale in eccesso.
In un mea culpa reso pubblico in maggio, il Fondo monetario internazionale ha confessato di aver violato tre delle quattro linee guida fondamentali che avrebbero dovuto accompagnare il pacchetto di salvataggio dell’UE, e che le misure sono state principalmente progettate per guadagnare tempo per salvare l’euro, piuttosto che per aiutare la ripresa della Grecia. Del resto, conclude Ambrose Evans-Pritchard, John Petley dell'International Monetary Research ha recentemente dichiarato come Atene si starebbe già riprendendo se avesse lasciato l’euro quando è cominciata la crisi. “Ormai probabilmente starebbe esportando e con una dracma più competitiva avrebbe ritrovato la sua strada verso la crescita”.


