"Il nostro 11 settembre", il commento di Sarkozy alla maxi retata contro gli ambienti islamici radicali
1057
"Dobbiamo comprendere che il trauma di Montauban e Tolosa è profondo per il nostro Paese. Non voglio mettere a confronto simili orrori, ma è stato un po' come il trauma che negli Stati Uniti e a New York seguì gli attacchi dell'11 settembre". Con queste parole il presidente francese Nicolas Sarkozy ha voluto commentare la maxi retata che, all'alba di venerdì, ha portato all'arresto di venti persone legate agli ambienti islamici radicali.
L'operazione, coordinata dalla Direzione centrale dei servizi di intelligence interni (Dcri) con l'appoggio delle unita d'elite della polizia, si è concentrata nelle banlieue di Tolosa, Nantes, Marsiglia e Nizza; e, come ha sottolineato una fonte rimasta anonima dell'inchiesta, non è "direttamente collegata" all'inchiesta sui delitti di Mohamed Merah.
L'ondata di fermi giunge all'indomani della sepoltura di Mohamed Merah nel cimitero di Cornebarrieu, a Tolosa. Alle esequie hanno partecipato ieri una quindicina di persone, amici del quartiere e non i familiari.
Gli eventi di Tolosa e Montauban hanno aperto ferite nel tessuto sociale francese e dimostrato come ci siano problemi di connivenza razziale non risolti. La repressione nelle banlieu da sola non basta, ma può essere un utile strumento propagandistico in un anno di elezioni presidenziali.


