Il nuovo mercato del lavoro: la sfida principale di Obama e Romney
Investire nell'educazione e nella formazione è l'unico modo per affrontare un mercato del lavoro in continua evoluzione
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Thomas Friedman in New Rules sostiene che Obama dovrebbe smettere di usare la frase — pronunciata per la prima da Clinton nel 1992 — che se “lavori duro e rispetti le regole” ti devi aspettare che il sistema americano ti ricompenserà con una vita dignitosa e una chance per i tuoi figli di averne una migliore. E' un mantra ormai datato, che non rispetta più il mondo del lavoro oggi. La verità è che se vuoi un lavoro dignitoso che ti possa garantire una vita decente oggi devi lavorare "ancora più duro, reinventarti continuamente, ottenere almeno una formazione universitaria e rispettare le regole".
Quando Clinton per la prima volta ha pronunciato quella frase nel 1992, Internet stava appena emergendo, quasi nessuno possedeva una e mail e la guerra fredda era appena finita, vale a dire si viveva in un sistema chiuso, un mondo precedente alla globalizzazione e alla rivoluzione informatica tecnologica, in cui le industrie manifatturiere erano ancora relativamente forti e dove l'America poteva ancora scrivere la maggior parte delle regole mondiali. Quel mondo è oggi finito: la tecnologia e la globalizzazione stanno eliminando velocemente i lavori non qualificati, mentre è richiesta sempre maggiore competenza per le nuove forme di lavoro. Più che mai ora, l'apprendimento e la formazione sono la chiave per entrare nel mondo del lavoro e restarci come classe media. Una frase di Alvin Toffler cattura alla perfezione la nuova realtà: nel futuro “l'analfabetismo non sarà più definito da coloro che non sanno leggere o scrivere, ma da coloro che non sanno imparare e rimparare”. Ogni forma statica di lavoro è morta: per far parte del mondo del lavoro oggi devi lavorare in modo più duro e più intelligente, sviluppando nuove forme di abilità velocemente.
Il problema oggi è che la maggior parte delle persone che cercano lavoro hanno una formazione non in linea con il mercato di oggi e le prospettive di una vita dignitosa sono molto basse anche se sono disposti “a lavorare duro e rispettare le regole” del sistema. Questa è la ragione per cui il primo punto per entrambi i candidati presidenti dovrebbe essere quello di investire sull'educazione: il tasso di disoccupazione oggi negli Usa è di 4.1 % per i laureati, 8.8 per i diplomati e 12% per i dropouts. Per tutte queste ragioni, Friedman conclude di preferire il nuovo mantra battezzato da Clinton alla Convention dei Democratici: “Dobbiamo preparare più americani per i nuovi lavori che si creeranno in un mondo dominato dalle nuove tecnologie”.


