Il Pentagono investiga Bitcoin come potenziale minaccia terroristica
Sotto indagine anche Android, Motorola, social media e realtà virtuali per il loro potenziale
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Il Dipartimento di Stato americano sta portando avanti un programma di investigazione di contro-terrorismo concentrato sulle monete virtuali come Bitcoin e altre nuove forme di tecnologie, in particolare smartphones e social media. L'obiettivo è quello di meglio conoscere la portata dei rischi alla sicurezza interna del paese.

Lo riporta l'International Business Times che scrive come il programma sia diretto dalla Combating Terrorism Technical Support Office (CTTSO), una divisione del Pentagono che si occupa in particolare di guerra non convenzionale-
In una memo non classificata pubblicata da Bitcoin Magazine, prosegue IBT, la CTTSO ha sollecitato al Pentagono soluzioni innovative per sviluppare e rafforzare la comprensione di questi nuovi concetti e individuare il ruolo delle monete virtuali nel finanziare le minacce agli Usa. Si legge nel documento come: "l'Introduzione delle monete virtuali aumenterà probabilmente la minaccia finanziaria, aumentando l'opacità, la velocità delle transazioni, e l'efficienza degli attacchi terroristi".


L'anonimato offerta dalle monete virtuali è la principale fonte di allarme per la CTTSO per la sua capacità di far nascere operazioni illecite come Silk Road, un mercato nero digitale in cui si potevano acquistare droghe e altri prodotti illegali, chiuso ad ottobre ma ancora popolare su internet nonostante l'arresto di Ross Ulbricht e degli altri fondatori.
Ma la CTTSO ha anche chiesto nuovi finanziamenti in ricerche sul "softwar anonimo" e il cosiddetto “Dark Web", vale a dire tutto ciò che è al di fuori dei normali motori di ricerca. Secondo l'agenzia network paralleli come TOR rappresenta un canale ideale per il traffico di droga, di umani e armi di ogni tipo. La missione della CTTSO contro queste minacce richiede anche "metodi e mezzi per comprendere sistematicamente e individuare precursori di instabilità del Dark Web". Per questo, conclude IBT, sta anche compiendo indagini su Android, Motorola, social media e realtà virtuali per il loro potenziale nell'essere usati in campagne terroristiche.


