Il piano di salvataggio greco è un 'nuovo Trattato di Versailles'. Varoufakis
L'ex ministro delle Finanze greco Varoufakis ha descritto il piano di salvataggio per la Grecia annunciato ieri un "nuovo Trattato di Versailles". "Questa è la politica dell'umiliazione", ha detto Late Night Live e ha suggerito che Tsipras potrebbe convocare le elezioni anticipate piuttosto che portare l'accordo davanti al parlamento greco.
Sul suo blog, Varoufakis scrive che "mai prima l'Unione europea aveva preso una decisione che mina così radicalmente il progetto di integrazione europea. I leader europei, nel trattare Alexis Tsipras e il governo greco come hanno fatto, hanno inferto un colpo decisivo al progetto europeo. Il progetto di integrazione europea è, infatti, stato ferito a morte nel corso degli ultimi giorni. E come dice giustamente Paul Krugman, qualunque cosa si pensi di Syriza, o deòòa Grecia, non sono stati i Greci o Syriza ad uccidere il sogno di una Europa unita e democratica.
La dichiarazione pubblicata subito dopo la finalizzazione dell'accordo, prosegue Varoufakis, è stata concepita "come una dichiarazione attestante che la Grecia acconsente a diventare uno Stato vassallo dell'Eurogruppo. La dichiarazione non ha nulla a che fare con l'economia, né con alcuna preoccupazione per il tipo di programma di riforme in grado di sollevare la Grecia. E' puramente e semplicemente una manifestazione della politica dell'umiliazione in azione e ha segnalato un annullamento totale della sovranità nazionale.
"Il recente vertice dell'Eurogruppo è stato il culmine di un colpo di stato. Nel 1967 sono stati i carri armati delle potenze straniere a sospendere la democrazia greca. Nella mia intervista con Philip Adams, a LNL di ABC Radio Nazionale, ho affermato che nel 2015 un altro colpo è stato messo in scena dalle potenze straniere utilizzando, invece dei carri armati, le banche della Grecia. Forse la principale differenza economica è che, mentre nel 1967 la proprietà pubblica della Grecia non è stata preso di mira, nel 2015 i poteri che hanno ordito il colpo di Stato hanno chiesto la consegna di tutti i rimanenti beni pubblici, in modo da essere messi messi al servizio del nostro insostenibile e impagabile debito.

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