Il piano Trump sull'Ucraina prende forma (e non è una buona notizia per l'UE)

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Il piano Trump sull'Ucraina prende forma (e non è una buona notizia per l'UE)

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di Francesco Dall'Aglio*

Il piano di Trump, o chi per lui, comincia a prendere forma (sempre ammesso che Trump, o chi per lui, ce l'abbia davvero un piano).

Il comando militare statunitense per l'Europa e l'Africa ha annunciato (link 1) che metà dei soldati trasferiti a Jasionka, in Polonia, verranno “riposizionati” in altre località polacche nel quadro di “una più larga strategia per ottimizzare le operazioni militari statunitensi, migliorare il livello di sostegno agli alleati e aumentare l'efficienza”. Il comando ci tiene a dire che la decisione è stata presa dopo mesi di valutazioni e pianificazioni, e ovviamente è stata coordinata con la Polonia e gli atri alleati NATO, così nessuno può pensare che la cosa abbia a che fare con la “distensione” tra USA e Russia. Jasionka, in sé, è una cittadina di poca importanza, ma è li che si trova la base che difende l'aeroporto di Rzeszów, il principale hub dei rifornimenti che vanno in Ucraina il cui confine dista poche decine di chilometri ed è molto ben collegato, visto che a qualche altra decina di chilometri dall'altro lato della frontiera c'è Lviv, o Lvov che dir si voglia.

A far la guardia all'aeroporto, d'ora in poi, saranno soldati polacchi e di altri paesi NATO. Gli americani quindi si sposteranno altrove ma non lasceranno la Polonia, o meglio non lo faranno ancora, visto che si fanno sempre più insistenti le voci che li vorrebbero in procinto di ritirare 10.000 dei 20.000 soldati schierati lì all'inizio del conflitto (ne parla la NBC al link 2, dopo avere intervistato sei anonimi ufficiali americani ed europei): se mettiamo insieme le due notizie, ammesso che la seconda sia vera, pare ovvio che il compito di rimpiazzarle spetterà al resto della NATO, come per Jasionka.

Gli USA dunque vogliono tagliare le spese – non le spese militari in senso assoluto, visto che oggi Trump si vantava del fatto che il prossimo budget del Pentagono sfiorerà il trilione di dollari, ma quelle in Europa sì – e come annunciato varie volte toccherà a noi metterci la differenza: e non solo quello, a quanto pare. L'ultima in ordine di tempo, stando a quanto riporta Politico (link 3), è che per azzerare i dazi sui prodotti europei gli USA pretendono che l'UE acquisti 350 miliardi di € di “energia statunitense”, ovvero il loro fetentissimo gas liquefatto, visto che evidentemente non gli basta che gli USA forniscano già il 48% del totale delle importazioni europee di LNG.

L'idea mi pare abbastanza chiara: azzoppare la nostra economia facendo lievitare i costi energetici, per convincere le fabbriche europee a trasferirsi negli USA. Ma mi raccomando, occhio ai russi che spuntano dai tombini.

Francesco Dall'Aglio

Francesco Dall'Aglio

 

Francesco Dall'Aglio, medievista, ricercatore presso l'Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari. Autore di War Room - Russia, Ucraina, NATO: 

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