Il "pivot to Russia" degli alleati storici degli Stati Uniti in Medio Oriente
"I cambiamenti tettonici in atto in Medio Oriente sono i più grandi nella regione dopo la rivoluzione islamica del 1979"
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Lo sviluppo della cooperazione fra Israele e la Russia è un altro esempio del miglioramento delle relazioni tra Mosca e un alleato tradizionale degli Stati Uniti in Medio Oriente, si legge su WND. Questo avviene in un contesto di miglioramento delle relazioni tra Washington e Teheran, a seguito dell'accordo sulla questione nucleare del paese persiano.
Il portale statunitense WND sottolinea l'importanza della presenza a Mosca del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Durante la visita i due leader hanno discusso la complicata situazione politica in Siria. Netanyahu ha sottolineato che si è recato in Russia "per evitare incomprensioni tra i due paesi" circa il deterioramento della situazione in Medio Oriente.
Attualmente ci sono "movimenti delle placche tettoniche del Medio Oriente", i più grandi nella regione dopo la rivoluzione islamica del 1979. L'autore di questo articolo suggerisce che quattro decenni più tardi, la Russia ha restaurato le sue relazioni con gli Stati del Medio Oriente, in particolare con quelli che percepiscono come inaccettabile la posizione di Obama sulla questione iraniana.
Alla vigilia della firma dell'accordo sul programma nucleare iraniano, la Russia e l'Arabia Saudita hanno annunciato l'intenzione di rafforzare la cooperazione nel settore dell'energia.
La Russia ha anche migliorato i rapporti con l'Egitto, rafforzando la cooperazione militare ed economica tra i due paesi. I rapporti tra Obama e il presidente Abdel Fattah al-Sisi rimangono invece piuttosto freddi.
Inoltre, la Russia ha firmato a marzo un contratto del valore di 10 miliardi di dollari per costruire la prima centrale nucleare in Giordania, un altro alleato tradizionale degli Stati Uniti.

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