Il potere esorbitante delle multinazionali è uno dei nuovi volti del dispotismo. Da 'Basta!'

Il disegno di legge in discussione in Francia che contribuisce a "civilizzare" la globalizzazione

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Una legge sul "dovere di vigilanza" delle multinazionali è in discussione in Francia. L'obiettivo: rendere i grandi gruppi francesi responsabili della mancata tutela dell'ambiente e delle violazioni dei diritti umani che potrebbero essere registrati nelle loro filiali in tutto il mondo. Supportato da membri del PS, gli ambientalisti, il Fronte di Sinistra, e diverse organizzazioni per i diritti umani, il disegno di legge è osteggiato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. 
 
Dominique Potier, deputato socialista del quinto distretto di Meurthe-et-Moselle, è uno dei firmatati del disegno di legge  sulla responsabilità delle imprese transnazionali in materia di diritti umani assieme ai colleghi Danielle Auroi (EELV) e Philippe Nogues (PS). Agricoltore di professione, Potier ha firmato l’Appello dei 100 deputati socialisti per maggiore occupazione e giustizia sociale. Il disegno di legge "si propone di responsabilizzare le imprese transnazionali per prevenire il verificarsi di tragedie in Francia e all'estero".
 
Dominique Potier e i suoi colleghi sperano che il progetto sarà discusso entro la fine dell'anno, nonostante le riserve del governo e la riluttanza del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
 
In un’intervista concessa alla rivista francese Basta!, Potier ha spiegato che l’iniziativa legislativa risponde alla necessità di tenere fede agli impegni assunti prima della sua elezione, quando era un attivista, e alle elezioni del 2012, con la sottoscrizione del "Patto per una terra solidale", una piattaforma di 16 proposte sviluppate dal  “Comitato cattolico contro la fame e per lo sviluppo” che comprende la lotta contro i paradisi fiscali, la sovranità alimentare, la protezione dei migranti e la responsabilità delle multinazionali in termini di diritti umani.  
 
Come ricorda Basta!, il deputato socialista è uno dei pochi politici francesi ad essersi espresso pubblicamente sul crollo del Rana Plaza in Bangladesh, nell’aprile del 2013, che aveva visto il coinvolgimento di tre marchi francesi: Carrefour, Auchan e Camaieu. Potier ha detto di aver avviato la lavorazione su un progetto di legge per responsabilizzare le multinazionali sul tema della violazioni dei diritti umani prima del crollo del Rana Plaza. Il deputato ha anche sottolineato come buona parte dell’opinione pubblica francese non sia informata sulle condizioni di lavoro e salariali dei lavoratori che creano i vestiti per i grandi marchi occidentali e ha denunciato la mancanza di attenzione che la sinistra di oggi rivolge a temi che erano alcuni dei suoi motori di indignazione e rivolta fondamentali. Questo silenzio, spiega Potier, è forse da addebitare alla sensazione di impotenza, di accettazione della visione dominante dell'ordine internazionale, fatta di competizione e globalizzazione a marce forzate. “Abbiamo prontamente accettato il neoliberismo, come se non ci fossero alternative possibili. La risposta alla globalizzazione non è un vago concetto di patriottismo economico. Nei primi anni del 21° secolo, la questione non è se siamo a favore o contro le multinazionali o la globalizzazione, la sfida è quella di rendere queste dinamiche vivibili".
 
Come spiega Potier, il disegno di legge contribuisce a "civilizzare" la globalizzazione, individuando le responsabilità di coloro che non rispettano le regole, allontanandole dal gioco e sanzionandole. Se le aziende sono così virtuose come esse sostengono, questo deve poter essere verificato.  Più in particolare, il disegno di legge mira a stabilire un “dovere di vigilanza" delle grandi imprese sulla loro responsabilità sociale e ambientale. In caso di problemi gravi – come il crollo del Rana Plaza o lo scandalo dei gamberi thailandesi del Carrefour - il giudice può chiedere alla società di dimostrare di aver effettivamente applicato la dovuta vigilanza. In caso di inadempienza, la multinazionale può essere riconosciuta colpevole. 
 
Filosoficamente, prosegue Potier, la maggior parte della legislazione francese ed europea è costruito sulla difesa dell'individuo contro il dispotismo. Da qui l'importanza dei diritti di proprietà e dei diritti individuali in generale. Oggi, spiega il deputato francese, il mondo è cambiato, il pericolo ha cambiato volto. Il potere esorbitante delle multinazionali, insieme ad un grande irresponsabilità giuridica, è una delle sue nuove manifestazioni. Quindi abbiamo bisogno di inventare una nuova legge a livello internazionale in grado di proteggere le persone - gruppi e non solo singoli - dalle onnipotenti multinazionali.  
 
I critici del disegno di legge sostengono che danneggerà la competitività delle imprese francesi a livello internazionale, soprattutto se la legislazione sarà adottata dalla sola Francia, e che sarebbe più opportuno agire a livello europeo. Anche i rappresentanti delle grandi aziende non nascondono la loro forte opposizione al disegno di legge, e sembrano avere il sostegno del governo.
 
 

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