Il presidente del Mali si è dimesso ed i golpisti consegnano il potere alle autorità civili
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Il presidente del Mali Amadou Toumani Toure si è formalmente dimesso domenica. "Credo che il mio compito oggi, come 22 anni fa, sia quello di aiutare il Mali”, ha dichiarato Toure in uno dei luoghi segreti dove è stato detenuto dall'inizio del colpo di stato. Con la mediazione internazionale del ministro degli esteri del Burkina Faso, Djibril Bassole, che ha confermato l'invio della lettera di dimissioni da parte di Toure, l'accordo con i golpisti militari per far cessare la crisi in atto nello stato africano è dunque divenuto operativo. Bassole, che rappresenta l'organizzazione regionale Ecowas, ha incontrato Toure a Bamako. "Abbiamo solo ricevuto la lettera di dimissioni dal presidente Amadou Toumani Toure," ha dichiarato ai cronisti.
L'accordo prevede il ritorno alle regole costituzionali sotto un governo ad interim che gestirà anche la crisi nel nord, dove i movimenti islamisti ed i ribelli Tuareg stanno assumendo il controllo di un numero crescente di città. I golpisti militari consegneranno quindi il potere allo Speaker del Parlamento, Dioncounda Traore, che assumerà la carica ad interim in una fase di amministrazione transitoria fino alle prossime elezioni. Una volta insediatosi con il giuramento, Traore avrà 40 giorni per organizzare la macchina elettorale. Lo Speaker, in Burkina Faso dal golpe del 22 marzo, si è dichiarato “pieno di speranza per il futuro del suo Mali”.
Alla proclamazione dell'accordo, l'Ecowas ha annullato le sanzioni che aveva imposto contro i golpisti, cui è stata anche riconosciuta un'amnistia generale. Dal giorno del colpo di stato, tuttavia, diverse città del nord sono cadute sotto l'autorità dei ribelli islamisti e dei loro alleati islamici. I Tuareg hanno proclamato l'indipendenza dell'Azawad, non riconosciuta dalla comunità internazionale, ed in molte città si è iniziato ad applicare la sharia. Tra le città cadute anche Timbuktu, la millenaria città desertica sotto la protezione dell'Unesco. L'organizzazione ha già denunciato come i ribelli abbiano danneggiato monumenti storici. L'Ecowas sta preparando una forza di 3 mila soldati da dispiegare nelle zone controllate ora dai ribelli.


