Il presidente Maduro difende la sovranità del Venezuela in una lettera a Trump
Il Presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha inviato una comunicazione formale al Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, in data venerdì 5 settembre. La missiva affronta le controversie relative allo stato attuale delle relazioni bilaterali, seguite da una diffusione di notizie false riguardanti la nazione sudamericana.
La lettera, consegnata il 6 settembre a un intermediario sudamericano per la successiva trasmissione al destinatario, è stata parzialmente divulgata dalla stampa statunitense. Pertanto, il governo venezuelano ha assunto la responsabilità di pubblicarla integralmente.
Contenuti e Allegati della Comunicazione Ufficiale
Il documento è corredato da una serie di mappe e dati scientifici, convalidati da organismi internazionali, che attestano il territorio venezuelano come libero da attività illecite. La lettera espone la posizione ufficiale del paese, difendendo il suo status di nazione sovrana, pacifica e sicura.
Di conseguenza, la comunicazione esorta a porre fine alla minaccia militare contro la nazione, i Caraibi e l'intera regione. Questa richiesta è avanzata in virtù del rispetto della proclamazione della Zona di Pace, emessa dalla Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) all'Avana nel 2014. Il testo ribadisce che il Venezuela, in perfetta unione civile-militare, continuerà a difendere il suo diritto alla sovranità, alla pace e al retaggio del Liberatore Simón Bolívar e del Comandante Hugo Chávez.
Dati a Supporto della Posizione Venezuelana
Il testo sottolinea: "In tal senso, come dimostrano i dati dell'ONU e di altri organismi che potete verificare con i vostri servizi di intelligence, l'87% della droga prodotta in Colombia esce dai porti del Pacifico; l'8% dalla Guajira settentrionale della Colombia; e solo il 5% circa viene trasportato attraverso il Venezuela, dove tutta la droga sequestrata viene combattuta, intercettata e distrutta lungo i 2200 km di confine con la Colombia".
Aggiunge inoltre: “Un dato molto rilevante è che quest'anno abbiamo già neutralizzato e distrutto oltre il 70% di quella piccola percentuale che tenta di attraversare il nostro lungo confine con la Colombia, lungo oltre 2200 chilometri. Abbiamo distrutto 402 velivoli utilizzati per il traffico internazionale di droga, in conformità con le procedure previste dalle leggi venezuelane”.
La lettera precisa che questi dati confermano la storia impeccabile del Venezuela nella lotta al traffico internazionale di droghe illecite, un fatto riconosciuto da tutti gli organismi e le agenzie internazionali specializzati nella materia. Tuttavia, la questione è stata utilizzata dall'attuale amministrazione statunitense per giustificare il dispiegamento di forze militari nelle acque dei Caraibi, in quella che viene percepita come un'aperta minaccia alla sovranità venezuelana.

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