"Il processo indagherà sui crimini commessi sul Mavi Marmara", l'attivista filo palestinese Gulden Sonmez
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In centianaia si sono assembrati oggi ad Istanbul davanti al tribunale che ha ufficialmente aperto il processo in contumacia per i quattro comandanti militari dell'esercito israeliano in relazione ai fatti della nave di attivisti del Mavi Marmara del 2010. Sostenitori della causa palestinesi, i membri dell'equipaggio avevano cercato di rompere il blocco imposto da Israele e consegnare aiuti umanitari a Gaza. Nello scontro erano morti otto cittadini turchi ed uno americano di origini turche. I procuratori hanno chiesto l'ergastolo per l'ex leader delle forze armate di Tel Aviv, il luogotenente Generale Gabi Ashkenazi, ed altri comandanti delle forze armate di Tel Aviv.
Anche se è improbabile che si possa arrivare ad una sentenza, simboleggia la rottura delle relazioni tra Turchia ed Israele. La Turchia non accetta la posizione di Israele, che dichiara di aver agito in legittima difesa dopo esser stata attaccata dagli attivisti. “Il processo indagherà sul comportamento dei vertici militari e quali crimini hanno dato l'ordine di perpetrare sulla nave”, ha dichiarto Gulden Sonmez, portavoce di un gruppo di volontariato islamico, IHH, operativo sulla Mavi Marmara.
Anche se è improbabile che si possa arrivare ad una sentenza, simboleggia la rottura delle relazioni tra Turchia ed Israele. La Turchia non accetta la posizione di Israele, che dichiara di aver agito in legittima difesa dopo esser stata attaccata dagli attivisti. “Il processo indagherà sul comportamento dei vertici militari e quali crimini hanno dato l'ordine di perpetrare sulla nave”, ha dichiarto Gulden Sonmez, portavoce di un gruppo di volontariato islamico, IHH, operativo sulla Mavi Marmara.
Un rapporto delle Nazioni Unite del 2010 aveva descritto "legittimo" il blocco di Israele su Gaza ed aveva riportato come effettivamente gli attivisti a bordo del Mavi Marmara avessere attaccato le navi israeliane, ma ha anche accusato Israele di uso eccessivo e sproporzionato della forza.


