Il professionista di Istanbul. Proviamo a porre la domanda ovvia: dove si è addestrato?

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Il professionista di Istanbul. Proviamo a porre la domanda ovvia: dove si è addestrato?

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Piccole Note 

Gli attentati a Berlino e Istanbul, le ultime due stragi rivendicate dall’Isis, hanno un tratto comune: a compierli non sono stati dei folli kamikaze.
 
A Berlino, infatti, l’attentatore – sia che si tratti di Anis Omri, l’uomo indicato dalla polizia come autore della strage, sia che si tratti di altri (vedi articolo precedente) con lui più o meno partecipe – non voleva affatto immolarsi insieme alle sue vittime.
 
Voleva scappare, e ci è riuscito, confondendosi tra la folla impaurita.
 
È avvenuto anche a Istanbul, dove lo stragista ha dato prova di un sangue freddo impressionante: ha ricaricato l’arma per ben sei volte senza cedere alla fretta o cadere nel panico, nonostante dovesse fuggire.
 
Conosceva bene il posto (è uscito da una uscita laterale), ed era perfettamente addestrato: più della metà dei suoi colpi sono andati a bersaglio, e quasi tutti alla testa o al torace. Addestramento raffinato, da specialista.
 
Non solo, ha finito con il colpo di grazia alcuni feriti, anche qui con sanguinario sangue freddo.
 
I media si sono soffermati su tali particolari, con dovizia di particolari, accennando al fatto che sicuramente aveva già ucciso in passato, magari nella guerra siriana, e che, appunto, era un professionista.
 
Ma qui si sono fermati, senza andare al fondo della questione. Proviamo a porre la domanda ovvia: dove si sono addestrati i jihadisti?
 
Tutti quelli che seguono la guerra siriana sanno che nei Paesi confinanti la Siria in questi anni è stato un brulicare di campi di addestramento che hanno sfornato jihadisti: dalla Giordania all’Arabia Saudita, al Libano alla stessa Turchia. Ma campi ci sono anche in Arabia Saudita, Libia etc.
 
Alcuni campi di addestramento erano ben pubblicizzati, ad esempio quelli destinati al libero esercito siriano, gestiti direttamente dagli Stati Uniti (ne hanno addestrati a migliaia, e dire che in Siria tale formazione era composta da 300 elementi…).
 
Altri erano meno noti al grande pubblico, ma non agli apparati di sicurezza dei vari Paesi della zona o di quelli d’Occidente, che hanno monitorato questa guerra con certa interessata ossessione.
 
Ad addestrare tali miliziani erano istruttori occidentali: statunitensi, inglesi, francesi e via dicendo. Tutti Paesi interessati al regime-change in Siria.
 
Tali miliziani, iniziati alle migliori tecniche di combattimento, venivano poi spediti in Siria, dove andavano ad aggregarsi alle varie milizie presenti sul terreno.
 
Ovviamente, la fedeltà alla bandiera non era un requisito richiesto a tali tagliagole. Si trattava di uomini specializzati anche nel cambio di casacca: pronti cioè a passare da formazioni cosiddette moderate – che poi tanto moderate non erano – a quelle più radicali, compresi i movimenti esplicitamente terroristi, quali l’Isis e al Nusra (al Qaeda in Siria).
 
Questa la foto di tali professionisti del Terrore, quelli che poi sanno compiere attentati in maniera tanto professionale per poi sparire.
 
Una foto che si può rinvenire negli album di famiglia di tanti apparati militari occidentali.
 
Ma evidentemente c’è certa reticenza a scrivere di queste cose, forse perché si rischia di evidenziare tragici errori e altrettanto tragiche connivenze del passato e del presente. Così non ne scriviamo neanche noi…

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