Il progrom che non c'è mai stato. Haaretz smonta "l'aggressione antisemita" in Svezia

Una manifestazione che non si è tenuta, una violenza che non c'è stata... e i media che hanno diffuso la menzogna

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Il progrom che non c'è mai stato. Haaretz smonta "l'aggressione antisemita" in Svezia

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Due giorni dopo gli scontri tra arabi e israeliani ad Amsterdam in occasione della partita Ajax-Maccabi, che Netanyahu ha denunciato come un pogrom – ma che in realtà erano stati innescati dalle provocazioni degli ultras del Maccabi – un altro avvenimento era balzato agli onori della cronaca, confermando, in apparenza, l’allarme del premier israeliano riguardo un’asserita ondata di antisemitismo che starebbe dilagando in Europa.

Haaretz: “Non si è tenuta nessuna cerimonia commemorativa”

Questa la notizia sintetizzata da David Stavru Haaretz: “Il sito di notizie online Mako ha riferito che durante una cerimonia commemorativa del pogrom della Kristallnacht [la “notte dei cristalli” di infausta memoria nazista ndr] che si era tenuta a Stoccolma, la capitale della Svezia, degli ebrei erano stati aggrediti. [Mako] affermava che dei dimostranti anti-israeliani avevano insultato quanti partecipavano alla cerimonia, gli avevano sottratto le bandiere israeliane, le avevano strappate e gettate nel fiume”.

The Far-right Activist Who Sparked an Imaginary Pogrom in Stockholm

La notizia è dilagata su social e media, suscitando reazioni infiammate. “Nel mondo reale – spiega, però, Haaretz – ciò che è accaduto a Stoccolma è davvero preoccupante, ma per tutt’altre ragioni. Primo, non si è tenuta nessuna cerimonia commemorativa della Kristallnacht. Secondo, nessun ebreo è stato aggredito. Terzo, questa falsa informazione è stata diffusa da persone che contavano sui media per diffondere tale menzogna”.

Quanto avvenuto, infatti, era affatto diverso da tale narrazione. Si era svolta una manifestazione pro-Palestina, come tante se ne susseguono da oltre un anno a Stoccolma, spiega Haaretz, alla quale si era unito un ospite insolito.

Si trattava di una donna anziana in bicicletta che aveva attirato l’attenzione dei giornalisti presenti perché il suo veicolo a pedali esibiva una “bandiera israeliana (oltre alla bandiera finlandese e quella iraniana precedente alla Rivoluzione islamica)”.

Un provocatore, una bandiera

La donna “aveva un megafono con il quale diffondeva canzoni ebraiche come ‘Am Yisrael Chai‘ e slogan del tipo ‘Hamas ha assassinato tutti gli omosessuali di Gaza e altri in cui si diceva che ‘Hamas progettava di annientare tutti gli ebrei'”.

A prima vista poteva apparire un’attivista ebrea, scrive Haaretz, in realtà era “un’attivista di estrema destra. Infatti, sui social pubblica post che sono un mix di antisemitismo, negazionismo dell’Olocausto e teorie cospirative sul coronavirus, allarmi verso la conquista islamica dell’Europa e il potere distruttivo degli ebrei svedesi, che ‘vogliono distruggere i popoli nordici’ e sono ‘un cancro metastatico’”.

“La presenza della ciclista alla manifestazione avrebbe potuto scatenare un putiferio. Ma non è successo – aggiunge Haaretz. “Certo, ha suscitato un po’ di rabbia, ma gli organizzatori si sono adoperati per calmare gli animi”.

“Alla fine della manifestazione, un dimostrante ha afferrato la bandiera israeliana della donna, l’ha gettata da un ponte ed è stato arrestato sul posto. Il titolo che i media di destra hanno dato a questo incidente è stato: ‘Nel giorno in cui ricordiamo la Kristallnacht, un attivista palestinese ha rubato una bandiera israeliana e l’ha gettata in acqua’”.

“Ciò che è successo successivamente è affascinante. Le persone che pubblicavano post su diversi account X, Instagram e Facebook di vari paesi hanno iniziato ad aggiungere dettagli, limitati solo dalla loro immaginazione”. Da qui le fantasie sulle tante bandiere gettate in acqua, seguite poi da notizie che informavano come in acqua sarebbero stati gettati gli ebrei. Tali invenzioni sono poi “diventate notizie”, prosegue Haaretz, suscitando ondate di sdegno e rabbia. Vicenda in sé minima, ma istruttiva.

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